Febbraio, lo sappiamo, non è stato particolarmente clemente con New York per quel che ha riguardato il meteo: la città è abituata a gestire eventi climatici estremi, ma le bufere di neve che hanno colkpito la Grande Mela all’inizio di quest’anno hanno messo sotto pressione trasporti, attività commerciali e servizi essenziali come poche volte negli ultimi anni.
Durante una delle ultime bufere che hanno colpito la città nelle scorse settimane, con accumuli significativi e forti rallentamenti soprattutto nei quartieri periferici, molti esercizi hanno scelto di chiudere temporaneamente. Lo stesso ha dovuto fare anche Rosario Granieri, fondatore di Pizza Secret, che ha però deciso di utilizzare una chiusura forzata per trasformare il proprio locale in un punto di distribuzione gratuita di cibo.
L’idea nasce dal fare necessità virtù: «A causa di una perdita d’acqua proveniente dal piano superiore, siamo stati costretti a fermare temporaneamente l’attività per iniziare i lavori di ripristino». Una sospensione non prevista, che però si è sovrapposta all’arrivo della tempesta. «Nei giorni successivi, mentre eravamo chiusi e in attesa dell’inizio ufficiale del cantiere, la città è stata colpita da una forte bufera di neve». Con le strade rallentate e molte attività inattive, Granieri e il suo team hanno deciso di riaprire temporaneamente, ma con una funzione diversa da quella commerciale.
L’obiettivo principale era evitare lo spreco delle materie prime, ma per farlo si è cercato di rispondere ad un bisogno comunitario. «Avevamo ingredienti freschi che non volevamo sprecare. Abbiamo annunciato su Instagram che avremmo cucinato e donato il cibo a chiunque ne avesse bisogno» in una città dove, secondo i dati di alcune organizzazioni locali come City Harvest e Food Bank for New York City, milioni di pasti vengono richiesti ogni anno da persone in difficoltà.
La risposta è stata rapida: «Nel primo giorno abbiamo preparato e distribuito oltre 500 pasti tra pizze e paste. In due giorni abbiamo superato i 1000 pasti donati». Numeri rilevanti se rapportati a un’attività indipendente, che ha operato senza il supporto di enti o associazioni, come ci ha spiegato lo stesso Granieri. La distribuzione è avvenuta direttamente nel quartiere, senza prenotazioni o filtri.

Non si tratta di un episodio isolato nella storia del locale. «Durante il periodo del Covid abbiamo donato cibo per settimane», racconta Granieri: all’epoca la ristorazione si era trasformata in una rete informale di supporto alimentare, e anche Pizza Secret ha fatto la sua parte. L’esperienza accumulata in quel periodo ha probabilmente facilitato l’organizzazione anche in questa occasione.
Alla base dell’iniziativa, comunque, resta un’idea di rapporto tra attività commerciale e territorio. «Credo che un ristorante radicato nel quartiere debba esserci non solo quando tutto funziona, ma anche quando le cose si complicano». E questo si è tradotto in un momento di forte connessione con la comunità che circonda Pizza Secret: «È stato un modo concreto per restituire qualcosa a Brooklyn, che in quasi otto anni ci ha sempre sostenuto».
Oltre New York, per Pizza Secret parte una nuova avventura: questa settimana arriverà la prima apertura in Italia, in via Canale Tufolo a Casalvelino Marina, in provincia di Salerno. Lì, probabilmente, le bufere di neve sono una cosa più unica che rara, ma il gusto di Pizza Secret diventerà presto una piacevole abitudine.




