La mattina del 2 febbraio 2026, allo Staten Island Zoo, si è svolta la consueta cerimonia del Groundhog Day, il Giorno della Marmotta, ovvero l’appuntamento annuale in cui la marmotta locale, Staten Island Chuck, viene chiamata a “prevedere” l’andamento della stagione. Secondo la tradizione, se l’animale vede la propria ombra dopo essere uscito dalla tana, l’inverno è destinato a durare altre sei settimane; in caso contrario, la primavera è considerata imminente. Quest’anno Chuck ha visto la sua ombra, confermando lo scenario meno atteso dopo un periodo già segnato da temperature rigide.
La previsione di Chuck è stata rafforzata da quella di Punxsutawney Phil, la marmotta più famosa degli Stati Uniti, che nello stesso giorno, in Pennsylvania, ha dato lo stesso responso. Non è frequente che le due “autorità meteorologiche” coincidano: negli ultimi anni le loro indicazioni sono spesso divergenti, con un raro allineamento solo nel 2024, quando entrambe avevano annunciato una primavera anticipata. Stavolta, invece, l’accordo tra Chuck e Phil ha prodotto una previsione poco gradita a chi sperava in un cambio di stagione rapido.
L’evento di Staten Island si è svolto secondo il rituale consolidato: prima il conto alla rovescia, poi l’uscita della marmotta e infine la classica reazione immediata del pubblico. Alla vista dell’ombra, la risposta dei presenti è stata una pioggia di fischi e commenti ironici, che il realtà è diventata parte integrante della cerimonia. Il Giorno della Marmotta, celebrato negli Stati Uniti da oltre un secolo, è ormai più un appuntamento culturale che un vero strumento di previsione, ma continua a catalizzare attenzione mediatica anche fuori dagli USA.
Dal punto di vista statistico, le previsioni delle marmotte restano poco affidabili. Punxsutawney Phil ha un tasso di accuratezza stimato tra il 35 e il 40 per cento, a seconda delle analisi considerate: praticamente meno del lancio di una monetina. Chuck, al contrario, è spesso citato come uno degli esemplari più “precisi”, con stime che gli attribuiscono un’accuratezza vicina all’80 per cento. Si tratta comunque di dati indicativi, basati su confronti ex post con l’andamento reale del clima e non su metodi scientifici riconosciuti.
A rompere l’unanimità è arrivata però la previsione di Dunkirk Dave, una marmotta attiva nella parte occidentale dello Stato di New York. Dave non ha visto la propria ombra e ha quindi annunciato una primavera precoce. I suoi responsabili sottolineano una particolarità del metodo: a Dunkirk la previsione viene fatta con l’animale a terra, non sollevato in aria come avviene a Punxsutawney. L’addestratore Bob Will ha spiegato che questa pratica viene seguita da oltre 50 anni e sarebbe alla base di un record di affidabilità considerato superiore rispetto ad altre località.
Al di là delle cerimonie, il calendario astronomico resta l’unico riferimento certo: l’inverno terminerà ufficialmente con l’equinozio di primavera, previsto per il 20 marzo alle 10:46 ora della costa orientale. Le prime indicazioni meteorologiche per la primavera 2026 a New York parlano di una fase di transizione instabile, con alternanza di freddo residuo e primi rialzi termici. In termini pratici, il messaggio resta lo stesso: non è ancora il momento di riporre cappotti e piumini.




