Dal 1° gennaio fare la spesa in California significa arrivare alla cassa senza l’opzione della busta di plastica. È entrato infatti in vigore il divieto statale previsto dalla Senate Bill 1053, che elimina definitivamente le borse di plastica dai supermercati e dai punti vendita al dettaglio, lasciando come alternative le buste di carta a pagamento o le borse riutilizzabili portate da casa. La misura vale in tutto lo Stato e uniforma una normativa che negli anni era rimasta frammentata tra contee e città.
La legge, firmata nel 2024 e co-sponsorizzata dalla senatrice Catherine Blakespear, interviene su un annoso problema che si lega all’inquinamento. Blakespear ha spiegato che l’obiettivo è ridurre la quantità di plastica che finisce nei mari e negli ecosistemi costieri della California, uno Stato che ospita oltre 1.300 chilometri di costa e aree particolarmente esposte come la baia di San Diego o quella di San Francisco. Secondo la senatrice, il provvedimento serve anche a correggere gli effetti di una normativa precedente che, pur vietando le buste sottili, aveva lasciato spazio a sacchetti di plastica più spessi, diventati di fatto lo standard nei supermercati.
Proprio quel compromesso normativo, introdotto circa dieci anni fa, è ora al centro delle critiche. La possibilità di distribuire sacchetti più robusti aveva permesso alle catene di continuare a usare plastica monouso, con un impatto ambientale rilevante: secondo i dati citati dai promotori della legge, l’inquinamento da sacchetti di plastica non si era ridotto, ma era addirittura aumentato. La nuova legge elimina questa eccezione e impone un cambio netto di abitudini, sia per i consumatori sia per i rivenditori.
Nei supermercati, almeno nelle prime settimane, l’adattamento sembra essere avvenuto senza particolari tensioni. Un po’ ovunque, le direzioni dei supermercati hanno lasciato esaurire le scorte di sacchetti di plastica entro la fine di dicembre, introducendo buste di carta rinforzate e incentivando l’uso di borse riutilizzabili vendute in negozio. I responsabili riferiscono reazioni generalmente positive, con pochi casi di resistenza da parte dei clienti, molti dei quali già abituati a portare le proprie borse.
Le buste di carta restano disponibili, ma a pagamento: la legge stabilisce un costo minimo di 10 centesimi per ciascun sacchetto come deterrente. Per molti clienti, il costo aggiuntivo è accettabile se messo in relazione ai benefici ambientali, soprattutto in uno Stato dove il tema dell’inquinamento da plastica è da tempo al centro del dibattito pubblico, anche per l’impatto diretto su spiagge, fauna marina e turismo costiero.




