Infine, Kimi Antonelli

Il pilota della Mercedes è il più giovane di sempre a vincere il titolo e il primo italiano a riuscirci dopo 73 anni

Kimi Antonelli ha vinto il Mondiale di Formula 1. Il pilota italiano della Mercedes, che ha compiuto vent’anni lo scorso agosto, si è assicurato il titolo domenica 1° novembre, arrivando terzo al Gran Premio del Messico. È il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1, un record che dal 2010 apparteneva a Sebastian Vettel, e il primo italiano a vincere il titolo dal 1953, quando ci riuscì Alberto Ascari con la Ferrari.

Antonelli è arrivato alla gara di Città del Messico con un vantaggio tale che gli sarebbe bastato un nono posto, indipendentemente dai risultati dei suoi avversari. È partito quarto e ha concluso la corsa alle spalle di Max Verstappen, che ha vinto con la Red Bull, e di Lewis Hamilton, secondo con la Ferrari. La gara è stata condizionata dalla lotta tra i due piloti Ferrari nelle prime fasi e da una lunga interruzione provocata da un incidente di Valtteri Bottas. Dopo la ripartenza, Antonelli ha superato Charles Leclerc, conquistando il terzo posto che ha mantenuto fino al traguardo.

Con questo risultato, Antonelli è salito a 380 punti in classifica, 119 in più di Verstappen, diventato secondo dopo la vittoria in Messico. Il vantaggio è ormai irrecuperabile nelle quattro gare che mancano alla fine della stagione, in programma in Brasile, a Las Vegas, in Qatar e ad Abu Dhabi. Antonelli ha ottenuto finora nove vittorie e sedici podi in diciannove Gran Premi, numeri particolarmente notevoli per un pilota che sta disputando soltanto la sua seconda stagione in Formula 1.

La sua carriera nella categoria era cominciata nel 2025, quando la Mercedes aveva deciso di affidargli il sedile lasciato libero da Hamilton, passato alla Ferrari. Nato a Bologna nel 2006, Antonelli era entrato nel programma giovani della scuderia tedesca nel 2019, dopo essersi fatto notare nelle competizioni di kart. Aveva poi vinto i campionati italiano e tedesco di Formula 4 e quelli europeo e mediorientale di Formula Regional, prima di passare direttamente in Formula 2, saltando la Formula 3. Una progressione insolitamente rapida, che aveva convinto Mercedes a promuoverlo in Formula 1 quando aveva ancora diciott’anni.

Dopo una prima stagione di apprendistato, nel 2026 Antonelli ha cominciato a vincere con regolarità. Il primo successo è arrivato a marzo, in Cina, seguito da quello in Giappone, dove è diventato anche il più giovane pilota della storia a guidare la classifica mondiale. Da allora ha mantenuto il primo posto, vincendo anche a Miami, in Canada, a Monaco, in Belgio, in Italia, in Spagna e negli Stati Uniti.

Tra queste vittorie, quella di Monza del 6 settembre è stata probabilmente la più significativa. Antonelli era partito diciannovesimo a causa di una penalità legata al motore, ma era riuscito a recuperare fino alle prime posizioni, sfruttando anche una Virtual Safety Car per cambiare gomme al momento opportuno. Negli ultimi giri aveva raggiunto e superato il compagno di squadra George Russell, vincendo il Gran Premio d’Italia davanti al pubblico di casa. La rimonta dal diciannovesimo al primo posto è stata una delle prestazioni più importanti della sua stagione.

A favorire Antonelli è stata anche la competitività della Mercedes, che ha interpretato particolarmente bene le nuove regole tecniche introdotte nel 2026. Quest’anno le monoposto sono cambiate profondamente, sia nell’aerodinamica sia nel funzionamento dei motori. La novità più importante riguarda la componente elettrica delle unità ibride, che contribuisce a circa metà della potenza complessiva, rispetto al 20 per cento della precedente generazione. Di conseguenza, la capacità di recuperare energia durante le frenate e di utilizzarla nei momenti più utili è diventata ancora più importante.

Mercedes, che sviluppa internamente sia il motore sia il telaio, è riuscita a costruire una delle monoposto più competitive, trovando un buon equilibrio tra prestazioni, efficienza energetica e gestione delle gomme. Il cambiamento delle regole ha modificato i rapporti di forza tra le scuderie, permettendo alla squadra tedesca di tornare stabilmente nelle prime posizioni dopo alcune stagioni meno fortunate.

I risultati di Antonelli, però, sono stati nettamente superiori anche a quelli del suo compagno Russell, che corre in Formula 1 dal 2019 e con Mercedes dal 2022. Il britannico ha vinto tre gare, contro le nove dell’italiano, e dopo il Gran Premio del Messico è quarto in classifica con 250 punti. Antonelli è riuscito soprattutto a mantenere una continuità di risultati insolita per un pilota così giovane, alternando vittorie e piazzamenti sul podio e commettendo relativamente pochi errori.

Il suo successo ha avuto anche un effetto particolare sul pubblico italiano, storicamente legato alla Ferrari più che ai singoli piloti. Per decenni, il tifo per un italiano impegnato a battere le monoposto di Maranello è stato un argomento complicato tra gli appassionati. Antonelli ha in parte cambiato questa abitudine, attirando sostenitori anche tra chi continua a seguire la Ferrari. A settembre, durante il Gran Premio di Monza, il suo nome era già tra i più sostenuti dal pubblico, nonostante corresse con una Mercedes.

Domenica sera, centinaia di persone hanno seguito la gara del Messico al museo Checco Costa, all’interno dell’autodromo di Imola, mentre a Bologna è stata organizzata una proiezione in un cinema. Per la prima volta dopo 73 anni, i tifosi italiani hanno potuto festeggiare un proprio pilota campione del mondo. L’ultimo era stato Ascari, vincitore dei titoli del 1952 e del 1953. Antonelli è diventato il terzo italiano a riuscirci, dopo Ascari e Giuseppe Farina, che aveva vinto il primo Mondiale della storia nel 1950.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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