Mondiali 2026, l’Italia non c’è in campo ma con Campus Salute porta la sua eccellenza a Miami

Campus Salute fa tappa in Florida: sport, prevenzione e una nuova partnership con un’università americana

All’Estadio Azteca di Città del Messico, è partita ufficialmente la Coppa del Mondo 2026  — quella dei 48 Paesi, dei tre continenti ospitanti, del calcio che si fa evento globale per eccellenza. L’Italia, assente dal tabellone, non sfila sul prato erboso. Ma in questi stessi giorni, a pochi chilometri da uno degli stadi del torneo, una delegazione di medici italiani porta nel cuore della Florida qualcosa che il calcio insegna da sempre: che senza salute non si gioca.

Campus Salute ha scelto Miami per la sua quarta tappa internazionale. Non è un caso: la città è crocevia di culture, sede di partite mondiali, e teatro naturale per un messaggio che unisce sport e prevenzione. L’iniziativa porta l’eccellenza della medicina italiana negli Stati Uniti, con screening, incontri istituzionali e un’agenda che mette al centro i corretti stili di vita, quelli che fanno la differenza nella vita di tutti i giorni.

Il momento più rilevante dell’edizione floridiana è la firma di una partnership strategica tra Campus Salute e la West Coast University: un accordo che prevede scambi di professionisti e competenze tra Italia e Stati Uniti, con l’obiettivo di rafforzare formazione, ricerca e diffusione delle migliori pratiche sanitarie. Un’alleanza che va oltre il singolo evento e costruisce un ponte transatlantico nel segno della salute.

All’evento ha portato il saluto istituzionale la sindaca di Doral, Christine Fraga. Tra i promotori: Paolo Mangia, Presidente di Casa Italia Miami; Sharon Richardson della West Coast University; e i rappresentanti di Doral Pro Health, tra cui Raúl Gonzalez, Vice Presidente della Foundation.

«La prevenzione è il primo strumento per migliorare la salute delle persone e deve essere un valore universale», ha dichiarato Pasquale Antonio Riccio, Presidente di Campus Salute. «Grazie ai partner istituzionali, accademici e sanitari statunitensi, rafforziamo una rete che mette al centro il benessere dei cittadini e lo scambio di competenze tra professionisti».

Media partner e artefice del processo di internazionalizzazione del campus è Il Newyorkese, la testata italiana d’America da sempre attenta al legame tra comunità italiana e cooperazione internazionale. «Campus Salute è un esempio concreto di come le eccellenze italiane possano generare un impatto positivo all’estero», ha detto il suo fondatore Davide Ippolito. «La promozione della salute e della prevenzione sono cruciali nell’ambito della cooperazione internazionale, e su questo Il Newyorkese lavora fin dalla sua fondazione».

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