Claudia Pandolfi e Vanessa Scalera: “La vita è tragicomica”. L’intervista doppia sul film Il bene comune

Le due attrici raccontano il nuovo film Il bene comune, diretto e interpretato da Rocco Papaleo, al cinema dal 12 marzo: una commedia ambientata sul Pollino che segue il viaggio di un gruppo di detenute tra musica, ironia e trasformazione interiore

Claudia Pandolfi e Vanessa Scalera sono protagoniste del nuovo film di Rocco Papaleo, Il bene comune, una commedia agrodolce prodotta da Picomedia, Less Is More Produzioni e Piperfilm in collaborazione con Netflix, al suo debutto al cinema il 12 marzo. Ambientata sul massiccio del Pollino è la storia di un gruppo di detenute che con l’aiuto di un’insegnante di recitazione (Scalera) e di una guida turistica (interpretata dallo stesso Papaleo), intraprendono un cammino alla ricerca di un albero secolare simbolo di resilienza, il pino loricato. E mentre il loro percorso nella natura diventa un viaggio di trasformazione interiore, raccontano le proprie vite tra commozione, risate e tanta musica.

Pandolfi è la fascinosa Samanta, diventata corriere della droga per liberarsi di un marito violento, e ora costretta in carcere separata dal suo bambino amatissimo, Scalera interpreta Raffaella, attrice di poco successo ma grande entusiasmo, donna ironica, tenace e mai sconfitta.

Ecco che cosa ci hanno raccontato durante questa doppia chiacchierata.

Come avete lavorato sotto la direzione di un fuoriclasse come Rocco Papaleo?

Scalera: Io mi sono molto divertita, e devo sottolineare che Rocco bacia benissimo… (nel film c’è una scena in cui i due personaggi si baciano, ndr). A parte gli scherzi, la mia lunga esperienza teatrale mi è stata di aiuto: nel film tutti noi attori facciamo dei piccoli monologhi rivolgendoci direttamente alla macchina da presa, ed è stato bello, perché in qualche modo abbiamo potuto spingere la parola oltre la scrittura, abbiamo fatto una specie di show nello show.  Questa commistione di teatro, cinema e musica è stata per me una grande occasione.

Pandolfi (ride, ndr): Però nessuna è stata disciplinata come me: mentre le altre improvvisavano, io ero lì zitta a fare quello che diceva il mio maestro. Rocco però quando lascia la regia per il suo ruolo di attore, diciamolo pure, diventa un po’ pigro. Perché come regista ha una grande capacità di tenere il set in maniera poetica, molto musicale, ma quando si trattava di entrare in scena era un po’ come rompergli un incantesimo. Tuttavia, ho amato molto il suo personaggio, anzi, voglio lanciare un appello: Rocco ti prego, crea ancora altri personaggi di uomini così sensibili, ne abbiamo bisogno.

Lei Vanessa che cosa ha portato via con sé, da questo ruolo?

Scalera: Credo che per me sia stata l’occasione di recuperare alcune caratteristiche che mi appartengono, ma che credevo di non contenere, o forse negli ultimi anni erano rimaste sopite. E cioè un modo di guardare alla vita con entusiasmo e ottimismo, che non vuol dire accettazione, ma pura vitalità. Di far riemergere quell’argento vivo che era mio quando avevo vent’anni. E ovviamente all’inizio mi sono opposta, ho avuto delle crisi profonde, e ho discusso molto con Rocco su come entrare nel personaggio di Raffaella, mentre in realtà era tutto molto più semplice, e più soave.

A Claudia invece vorrei chiedere: che cos’è per lei il “bene comune”?

Pandolfi: Io in realtà credo che dovremmo piuttosto pensare al dolore comune, perché se continuiamo a concentrarci su ciò che ci potrebbe piacere o che ci farebbe felici, è come se pensassimo solo all’interesse di pochi, invece che a un bene più diffuso. Il mondo si trova in una situazione difficile, se invece capiamo che cosa ci fa soffrire forse possiamo trovare una vera strategia per il bene di tutti.

Claudia e Vanessa, siete due attrici straordinariamente capaci di muovervi tra il registro drammatico e il registro comico, ognuna con il proprio stile, con la propria ironia. Vorrei domandarvi: che significato ha per voi la comicità, sorridere e far ridere le persone?

Pandolfi: Penso che la comicità sia un qualcosa di un pochino inconsapevole per entrambe, una sorta di quota nascosta, che poi in qualche modo viene colta. Forse è proprio l’inconsapevolezza che ci rende comiche, altrimenti diventerebbe una forzatura. Personalmente non credo di saper far ridere le persone, ma quando rido di me stessa le cose sono più belle, il mondo è più accogliente, e poi soprattutto muoversi col sorriso sulle labbra è sicuramente più utile che vivere immusoniti. La vita è una commedia scritta da un sadico, lo diceva Woody Allen, anche lui poco comico, ma molto ironico.Scalera: Perché diciamolo: la vita in fondo è sempre tragicomica. Quando spingi il pedale del registro drammatico e però fai vedere che dietro l’angolo c’è la buccia di banana dove inevitabilmente scivolerai, è quello che mi fa ridere. Claudia, per esempio, questa capacità comica ce l’ha. Che poi è una leggerezza che appartiene ai romani, che mi intriga molto e mi ricorda tante grandi attrici del passato.

chielliniIl Sorriso delle Star è la rubrica, a cura del dott. Marco Chiellini, specialista del sorriso femminile, con il supporto editoriale della giornalista Elisabetta Colangelo, che ogni mese illumina il volto più autentico delle celebrità. Attraverso l’incontro con una protagonista del mondo dello spettacolo, la rubrica diventa un viaggio affascinante nel potere del sorriso: non solo cifra estetica ma espressione di personalità, forza interiore e consapevolezza. Perché dietro ogni sorriso c’è una storia da raccontare.

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