Furiosa. A Mad Max Saga: debutta al cinema il quinto capitolo firmato da George Miller

Preparatevi a due ore e mezza di combattimenti e inseguimenti tra le rocce e la sabbia del deserto australiano, a bordo di blindati, autocisterne e moto da cross coi manubri di corna d’animale. Il nuovo epico (quinto) capitolo della saga di Mad Max lanciata nel 1979 da George Miller, non delude le aspettative. È un super action super adrenalinico le cui ansiogene acrobazie non finiscono di stupire. 

Furiosa. A Mad Max Saga si presenta come un prequel del film precedente, Mad Max: Fury Road, uscito nel 2015, e vuole raccontarci la storia personale della guerriera Furiosa, che in quel film appariva da coprotagonista accanto a Mad Max. Allora la interpretava Charlize Theron, qui, nella sua versione più giovane, ha il volto di Anya Taylor-Joy. 

Furiosa è diviso in cinque parti, e per metà vede la guerriera ancora bambina (la interpreta la quattordicenne australiana Alyla Browne). Miller ha spiegato che la sceneggiatura era praticamente già pronta, perché all’epoca di Fury Road avevano immaginato le origini di Furiosa per dare spessore al personaggio.

Nel mondo desertico e post apocalittico che conosciamo dai film precedenti, la giovane Furiosa viene rapita dal Luogo Verde delle Molte Madri, vedrà morire la propria e finirà prigioniera di Dementus (interpretato da uno splendido Chris Hemsworth), che a bordo di una biga tirata da tre moto comanda un’orda di bikers. Attraversando le Terre Desolate, Dementus si imbatte nella Cittadella presieduta da Immortan Joe (personaggio già presente in Fury Road) al quale Furiosa viene ceduta per entrare a far parte del suo harem. La ragazzina tuttavia riesce a fuggirne, e travestita da uomo scala i ranghi dell’esercito della Cittadella per diventare pretoriano. Il suo obiettivo è cercare di tornare a casa propria, e in questo troverà un alleato in un altro pretoriano (interpretato da Tom Burke), ma il lieto fine manca. 

Miller ha paragonato il film a una sorta di Odissea. «Ora, lo scopo di un’“odissea” non sono tanto gli eventi reali, quanto ciò che accade all’anima della protagonista. Quindi, il film parla di cosa accade al personaggio nel tentativo di tornare a casa e di chi diventa: Furiosa». Anya Taylor-Joy, dal canto suo, ha spiegato che il regista aveva un’idea molto rigida dell’aspetto della guerriera (in tutto il film Furiosa ha solo una trentina di battute). «Mi diceva: bocca chiusa, nessuna emozione, parla con gli occhi. È tutto quello che hai».

Tuttavia, diciamolo pure: in un film del genere non è tanto la trama (o l’approfondimento psicologico) a contare, quanto l’azione. E rispetto a quella, il pubblico non resterà di certo deluso. 

Dopo la presentazione fuori concorso al Festival di Cannes, il film esce nelle sale italiane il 23 maggio distribuito da Warner Bros., e in quelle americane lo stesso giorno.

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Elisabetta Colangelo

Giornalista italiana ed esperta di cinema, Tv e celeb, collaboratrice da oltre 20 anni dei più importanti gruppi editoriali italiani e internazionali scrive e ha scritto per Grazia, Vanity Fair, GQ, Donna Moderna, Glamour e molte altre testate.

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