Dietrofront del governo di New York sull’introduzione del Congestion Pricing

Il piano di tassare i conducenti per ridurre il traffico a Manhattan era infatti stato accolto con entusiasmo dagli ambientalisti, che speravano di vedere New York unirsi alle altre grandi città mondiali come Stoccolma, Londra e Singapore.

La governatrice di New York, Kathy Hochul, sta cercando di ritardare l’implementazione del Congestion Pricing, una tassa prevista per i conducenti che entrano nel distretto commerciale centrale di Manhattan. Questo piano, il primo del suo genere negli Stati Uniti, sarebbe dovuto entrare in vigore il 30 giugno, imponendo ai conducenti che utilizzano il sistema E-ZPass di pagare fino a 15 dollari per accedere all’area a sud della 60th street.

Nonostante Hochul consideri ancora il Congestion Pricing un’ottima legge in materia di politica ambientale, le sue preoccupazioni riguardano il tempismo dell’introduzione. La governatrice teme che la nuova tassa possa dissuadere i pendolari dal tornare nel distretto commerciale centrale di Manhattan, che non si è ancora completamente ripreso dagli effetti devastanti della pandemia di COVID-19. La richiesta di rinvio risiede quindi nel timore che il provvedimento possa rallentare ulteriormente la ripresa dell’ancora fragile economia locale.

Il tentativo di Hochul di ritardare il Congestion Pricing potrebbe anche avere implicazioni politiche significative. Evitare l’implementazione immediata della tassa potrebbe proteggere i democratici della Camera dei Rappresentanti da possibili ripercussioni elettorali. In un anno elettorale cruciale, evitare una misura impopolare potrebbe prevenire un contraccolpo tra gli elettori. Tuttavia, questa mossa rischia di frustrare profondamente gli attivisti e gli organizzatori che hanno lavorato per oltre un decennio per introdurre questa misura a New York City.

Il piano di tassare i conducenti per ridurre il traffico a Manhattan era infatti stato accolto con entusiasmo dagli ambientalisti, che speravano di vedere New York unirsi alle altre grandi città mondiali come Stoccolma, Londra e Singapore. Tuttavia, la proposta ha anche incontrato una forte opposizione, inclusa quella di sindacati, conducenti, del governatore del New Jersey Phil Murphy, dell’ex presidente Donald Trump e dei residenti delle aree suburbane di New York City. Se la governatrice Hochul deciderà di “frenare” sulla misura, potrebbe trovarsi a dover bilanciare attentamente le esigenze ambientali ed economiche della città con le pressioni politiche e sociali che il suo governo deve affrontare.

La proposta alternativa della governatrice consisterebbe in una nuova tassa sulle imprese di New York City, una misura che richiederebbe anch’essa l’approvazione della Legislatura. Tuttavia, i tempi sono stretti, con soli due giorni rimasti nella sessione legislativa per trovare una soluzione alternativa praticabile.

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