Un terzo dei vagoni della metro verrà presto sostituito

Si tratta della flotta più vecchia e fragile, operativa dagli anni Ottanta e responsabile della maggior parte dei guasti - e, conseguentemente, dei ritardi

Il sistema della metropolitana di New York, tra i più estesi e utilizzati al mondo, si prepara ad un lifting mastodontico. La Metropolitan Transportation Authority (MTA), l’ente che gestisce il trasporto pubblico nell’area metropolitana, ha annunciato un piano per sostituire fino a un terzo degli attuali circa 6.500 vagoni in servizio. Una parte significativa della flotta risale agli anni Ottanta, quando alla Casa Bianca c’era Ronald Reagan, e oggi mostra segni evidenti di obsolescenza sia in termini tecnici sia di affidabilità.

Il primo lotto dell’operazione riguarda 1.140 carrozze destinate alle linee 1, 3 e 6, con un’opzione per ulteriori 1.250 unità sulle linee 2, 4 e 5. Il progetto, identificato con la sigla R262, rappresenta il più grande ordine di treni mai pianificato dall’MTA. Le nuove vetture, che dovrebbero entrare in servizio all’inizio degli anni Trenta, saranno progettate con standard aggiornati: sistemi audio più chiari, impianti frenanti migliorati e, in una quota che potrebbe arrivare al 60%, configurazioni “open gangway”, già diffuse in molte reti europee, che consentono ai passeggeri di muoversi liberamente lungo l’intero convoglio, aumentando capacità e sicurezza.

Il rinnovo fa parte di un piano infrastrutturale da 68 miliardi di dollari approvato dallo Stato di New York, che include interventi su metropolitane, autobus e linee ferroviarie suburbane. Entro il 2029 sono già stati allocati 11 miliardi per l’acquisto di nuovi treni. La gara per i produttori è in corso, con offerte attese entro settembre e assegnazione del contratto prevista nei primi mesi del 2028. Il tema è particolarmente sensibile perché l’affidabilità del servizio resta un nodo critico: nel 2024 quasi 487.000 corse su 2,7 milioni – circa una su cinque – hanno registrato ritardi, spesso legati proprio a guasti dei vagoni.

Tra i principali candidati alla dismissione ci sono i treni R62, entrati in servizio negli anni Ottanta e ormai oltre o al limite della loro vita operativa, stimata in circa 40 anni. Oltre all’impatto estetico – carrozze in acciaio con sedute arancioni e gialle ormai iconiche – il problema è soprattutto tecnico: questi convogli registrano un guasto ogni circa 89.000 miglia percorse, mentre i nuovi modelli promettono intervalli più che doppi. In una rete che nei giorni feriali trasporta oltre quattro milioni di passeggeri, ancora sotto i livelli pre-pandemia ma in crescita (oltre l’85% dei volumi del 2019 a fine 2024), la sostituzione del materiale rotabile è considerata una delle leve principali per migliorare puntualità e qualità del servizio.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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