Una parete di mattoni alta undici metri, all’esterno di una scuola del Lower East Side di Manhattan, è diventata un grande racconto della storia del suffragio femminile negli Stati Uniti. Il nuovo murale, intitolato Still Our Fight, raffigura sedici donne che contribuirono alla conquista del diritto di voto e, più in generale, all’affermazione dei diritti femminili. L’opera, larga oltre 25 metri, è stata inaugurata venerdì 23 ottobre, alla vigilia dell’apertura dei seggi per il voto anticipato a New York in vista delle elezioni del 3 novembre.
Il murale si trova al 293 di East Broadway, sulla facciata della P.S. 134 Henrietta Szold School, una scuola pubblica elementare. È stato realizzato dall’artista americana Sam Kirk insieme a una squadra di altre sei artiste, nell’ambito della National Suffrage Mural Series, un progetto promosso dall’organizzazione culturale Monumenta. L’iniziativa punta a riportare negli spazi pubblici le storie delle donne che hanno contribuito ai cambiamenti politici e sociali degli Stati Uniti, spesso senza ricevere lo stesso riconoscimento riservato ai protagonisti maschili.
Le sedici figure rappresentate non appartengono tutte allo stesso movimento e non hanno avuto tutte il medesimo ruolo nella conquista del voto. Alcune furono direttamente impegnate nelle campagne suffragiste, altre contribuirono all’emancipazione femminile attraverso il lavoro politico, l’organizzazione delle comunità e la difesa dei diritti civili. Tra queste compare Laura Cornelius Kellogg, appartenente alla nazione indigena Oneida, che si batté per i diritti e l’autonomia delle popolazioni native. Nell’angolo inferiore dell’opera è stata inserita una legenda che permette di identificare le protagoniste, accompagnata da un codice QR attraverso il quale i passanti possono approfondirne le biografie.
La scelta di New York non è casuale. La città ebbe un ruolo fondamentale nella campagna per il suffragio femminile americano. Nel maggio del 1910 circa diecimila persone parteciparono a una manifestazione a Union Square per chiedere il diritto di voto alle donne. Negli anni successivi, cortei e iniziative pubbliche portarono decine di migliaia di manifestanti nelle strade di Manhattan. Nel 1915 una proposta per estendere il voto alle donne nello Stato di New York fu respinta dagli elettori, che allora erano soltanto uomini. Due anni dopo, nel 1917, un nuovo referendum approvò finalmente il suffragio femminile nello Stato, contribuendo a preparare il terreno per il cambiamento nazionale.
Il XIX emendamento della Costituzione americana, approvato dal Congresso nel 1919 e ratificato nel 1920, stabilì che il diritto di voto non potesse essere negato a un cittadino in ragione del sesso. La conquista non eliminò però tutte le discriminazioni. Molte donne afroamericane, soprattutto negli Stati del Sud, continuarono a incontrare ostacoli nell’accesso alle urne, tra cui tasse elettorali, test di alfabetizzazione e intimidazioni. Furono necessarie altre battaglie per arrivare al Voting Rights Act del 1965, che introdusse strumenti federali contro le discriminazioni razziali nel voto.
Il progetto del Lower East Side vuole ricordare anche questa parte della storia, dando spazio a figure provenienti da comunità differenti. Michelle Duster, codirettrice della National Suffrage Mural Series e pronipote della giornalista e attivista afroamericana Ida B. Wells, ha spiegato durante l’inaugurazione che il quartiere rappresentava un luogo particolarmente adatto a ospitare l’opera. Il Lower East Side è stato per generazioni un punto d’arrivo per immigrati provenienti da paesi e culture diverse, e molte delle sue strade conservano ancora tracce delle organizzazioni politiche, sindacali e sociali che contribuirono alla trasformazione della città.
Alla cerimonia hanno partecipato oltre cento persone, tra studenti, insegnanti, rappresentanti delle organizzazioni culturali e amministratori locali. Robert Perales, preside della P.S. 134, ha sottolineato soprattutto il valore educativo dell’iniziativa. La parete, fino a poco tempo fa priva di decorazioni, è ora visibile ogni giorno ai bambini che entrano a scuola. Il progetto è nato anche grazie alla collaborazione con l’Henry Street Settlement, storica organizzazione sociale del Lower East Side, che ha messo in contatto Monumenta con l’istituto scolastico.
Durante la realizzazione, durata diverse settimane, le artiste hanno lavorato direttamente sulla facciata dell’edificio, attirando l’attenzione di residenti e passanti. Danielle Mastrion, una delle muraliste coinvolte, ha raccontato ad amNewYork che molte persone si fermavano per chiedere informazioni sui personaggi raffigurati e sul significato del progetto. La presenza di una squadra composta interamente da donne è stata essa stessa un elemento di interesse per chi osservava i lavori. Per Sam Kirk, l’opera rappresenta anche un modo per mostrare quanto le conquiste del passato continuino a influenzare la vita contemporanea.
Il murale affronta inoltre un problema più generale della rappresentazione femminile nell’arte pubblica. Secondo i dati citati da Monumenta, meno del cinque per cento delle opere monumentali pubbliche rappresenta donne o eventi storici che le vedono protagoniste. A New York la questione è emersa anche durante il dibattito che ha preceduto l’installazione, nel 2020, del Women’s Rights Pioneers Monument a Central Park: il gruppo scultoreo dedicato a Susan B. Anthony, Elizabeth Cady Stanton e Sojourner Truth è stato il primo monumento del parco a rappresentare donne realmente esistite come protagoniste storiche, anziché figure immaginarie o allegoriche.
Still Our Fight fa parte di un programma destinato a proseguire in altre città americane. Dopo i primi interventi realizzati a Chicago, Monumenta prevede nuovi murales a Portland, Los Angeles, Salt Lake City, Kansas City e Austin. Ogni opera sarà dedicata alle protagoniste locali dei movimenti per i diritti delle donne, con l’obiettivo di rendere riconoscibili figure spesso assenti dai monumenti tradizionali.
A New York, intanto, il giorno successivo alla cerimonia, il 24 ottobre, si sono aperti i seggi per il voto anticipato delle elezioni del 3 novembre. A poco più di un secolo dalla ratifica del XIX emendamento, le sedici donne dipinte sulla parete della scuola di East Broadway ricordano quanto lungo sia stato il percorso che ha portato milioni di americane a ottenere un diritto oggi considerato fondamentale.




