A New York, la comparsa – e la conseguente scomparsa – dei dehors dei ristoranti è stata una delle trasformazioni urbane più visibili degli anni della pandemia. Nata come misura d’emergenza per consentire ai ristoranti di continuare a lavorare durante le restrizioni sanitarie, l’occupazione di marciapiedi e carreggiate con tavoli, pedane e tettoie si è rapidamente consolidata come parte dell’esperienza cittadina, soprattutto nei quartieri a maggiore densità commerciale. Con la fine dello stato di emergenza, però, quel modello è entrato in una fase di ripensamento che oggi potrebbe conoscere un nuovo cambio di direzione.
Tra il 2020 e il 2023 migliaia di locali hanno installato strutture temporanee sulle strade, spesso realizzate con materiali provvisori e regolate da norme semplificate. Accanto al consenso di clienti e ristoratori, sono però poi emerse critiche legate al rumore, alla riduzione dei parcheggi, ai problemi di igiene e alla proliferazione di topi. La distinzione formale tra tavolini sui marciapiedi, strutture stradali e programmi come Open Streets è rimasta spesso teorica, rendendo difficile per il Comune esercitare un controllo uniforme su un fenomeno cresciuto molto rapidamente.
Nel 2024 l’amministrazione cittadina ha deciso di “resettare” il sistema introducendo il programma Dining Out NYC, che ha sostituito le regole emergenziali. Il nuovo quadro prevede richieste specifiche al comune per la costruzione dei dehors o l’occupazione dei marciapiedi, delle tariffe più alte e anche standard costruttivi più rigidi; in più, introduce anche l’obbligo di rimuovere le strutture stradali durante l’inverno, dal 30 novembre al 1° aprile. L’effetto è stato un drastico ridimensionamento: dai circa 6–8 mila spazi all’aperto attivi nel periodo pandemico si è passati, alla fine della stagione 2025, a 849 strutture su strada e 1.973 caffè sui marciapiedi.
Secondo molti ristoratori, soprattutto quelli di dimensioni medio-piccole, la combinazione tra smontaggio stagionale, costi e burocrazia ha reso il modello economicamente poco sostenibile. Proprio per venire incontro a queste lamentele, la consigliera Lincoln Restler ha presentato una proposta di legge che mira a reintrodurre la possibilità di mantenere i tavoli all’aperto tutto l’anno e a semplificare l’iter autorizzativo. Il disegno di legge ha trovato l’appoggio della presidente del New York City Council, Julie Menin, che ha dichiarato l’intenzione di rendere il programma annuale attraverso una revisione delle regole attuali.
Se approvata, la riforma consentirebbe il ritorno dei dehors mantenendo comunque una regolamentazione lontana dal vuoto normativo degli anni della pandemia, ma senza restrizioni eccessivamente severe e penalizzanti nei confronti dei ristoratori.




