Un’ondata di aria artica ha investito New York City all’inizio della settimana, con un picco di temperature che proiettano la Grande Mela nella fase più rigida di questo inverno. Secondo le previsioni di AccuWeather, le massime diurne si fermano intorno ai 25 gradi Fahrenheit (circa -4 °C), ma l’effetto combinato di vento e umidità abbassa sensibilmente la temperatura percepita, che durante il giorno può scendere fino a valori prossimi ai 14 gradi Fahrenheit (-10 °C). Nelle ore notturne, il termometro cala ulteriormente, con minime intorno ai 18 gradi Fahrenheit (-8 °C) e una sensazione di freddo ancora più accentuata.
Per capire la proporzione, nella stessa giornata, Anchorage, in Alaska, registra una massima prevista di circa 27 gradi Fahrenheit (-3 °C), ma con una temperatura percepita più alta, intorno ai 32 gradi Fahrenheit (0 °C), grazie a condizioni di vento meno intense. Anche durante la notte, mentre Anchorage scende a circa 16 gradi Fahrenheit (-9 °C), il RealFeel resta più contenuto, attestandosi sopra i 20 gradi Fahrenheit (-6 °C), risultando meno severo rispetto a quello registrato a New York.
Questo tipo di discrepanza tra temperatura reale e percepita è legata alla dinamica delle masse d’aria artiche che, quando si spingono verso sud, possono risultare particolarmente impattanti nelle aree urbane della costa nord-orientale degli Stati Uniti. La presenza di forti correnti, edifici alti e corridoi urbani amplifica l’effetto del vento, rendendo il freddo più intenso rispetto a zone che, pur essendo più a nord, beneficiano di condizioni atmosferiche più stabili.
Per New York questa è una fase che rientra nei cicli invernali più rigidi osservati negli ultimi decenni, soprattutto nei mesi centrali dell’inverno. Le autorità cittadine e i servizi meteorologici invitano a prestare attenzione all’esposizione prolungata all’aperto, in particolare nelle ore notturne e del primo mattino, quando il rischio di gelo e di abbassamento rapido della temperatura corporea risulta maggiore.




