La transizione energetica a New York non riguarda solo i nuovi grattacieli o le case di lusso appena costruite, ma anche – e soprattutto – il vasto patrimonio di edilizia popolare della città. La lista di immobili della New York City Housing Authority (NYCHA), il più grande sistema di housing pubblico del Nord America, comprende infatti oltre 2.400 edifici costruiti in gran parte tra gli anni Quaranta e Sessanta. Si tratta di strutture progettate per funzionare con impianti a gas e sistemi di riscaldamento centralizzati, oggi sempre più difficili e costosi da mantenere.
Uno dei nodi principali riguarda proprio le infrastrutture del gas, considerate obsolete e soggette a perdite. Dal maggio 2025 si sono registrate quasi 80 interruzioni del servizio, con tempi di riparazione che in alcuni casi si sono protratti per mesi. Durante questi periodi, molti residenti sono costretti a usare stufe elettriche portatili per scaldarsi e piastre da cucina improvvisate per cucinare, soluzioni che aumentano il rischio di incendi negli appartamenti.
Per ridurre questi pericoli, migliorare la qualità dell’aria interna e rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dalle leggi statali e cittadine, NYCHA ha avviato un progetto pilota che prevede l’installazione di fornelli a induzione in 100 unità abitative. L’obiettivo è diminuire la dipendenza dal gas e, nel medio periodo, limitare gli interventi strutturali più invasivi sugli impianti esistenti.
I fornelli a induzione funzionano tramite un campo elettromagnetico che riscalda direttamente le pentole in metallo, senza scaldare la superficie del piano cottura. A differenza dei fornelli elettrici tradizionali, che scaldano prima la piastra e disperdono più calore nell’aria, questo sistema è più efficiente e riduce il rischio di ustioni. Rispetto ai fornelli a gas, elimina anche la combustione diretta, che produce anidride carbonica e altri inquinanti associati, secondo diversi studi, a un aumento dei casi di asma.
Secondo l’amministratrice delegata di NYCHA, Lisa Bova-Hiatt, il progetto dovrebbe «alleggerire il numero di interruzioni di servizio e ridurre la necessità di investimenti strutturali costosi dovuti al deterioramento delle vecchie tubature del gas». La tecnologia scelta è stata sviluppata da Copper, un’azienda californiana che ha progettato fornelli “plug-in”, installabili senza rifare i quadri elettrici o intervenire sugli impianti degli appartamenti.
I fornelli utilizzano una batteria al litio-ferro-fosfato, la stessa tipologia impiegata in molti veicoli elettrici, che accumula energia e la rilascia durante la cottura. Questo consente, secondo l’amministratore delegato Sam Calisch, di contenere i costi in bolletta cucinando nelle fasce orarie in cui l’elettricità è più cara, grazie all’energia già immagazzinata. In caso di blackout, la batteria garantirebbe energia sufficiente per preparare tra tre e cinque pasti. Sul fronte della sicurezza, l’azienda ha precisato che le batterie rispettano gli standard nordamericani per lo stoccaggio energetico stazionario e che il progetto è stato valutato anche con il coinvolgimento dei vigili del fuoco cittadini.
Se il test avrà esito positivo, NYCHA prevede di estendere l’iniziativa a circa 10.000 appartamenti. Le prime 100 installazioni dovrebbero essere completate entro l’inizio del prossimo anno, anche se l’agenzia sta ancora definendo in quali complessi intervenire per primi.




