Nelle scuole pubbliche di New York gli studenti fino alla terza media non potranno utilizzare strumenti di intelligenza artificiale generativa durante il prossimo anno scolastico. La nuova politica, annunciata mercoledì 2 settembre dal sindaco Zohran Mamdani e dal Schools Chancellor Kamar Samuels, riguarderà quasi 600 mila bambini e ragazzi, circa due terzi degli studenti del sistema pubblico cittadino.
La moratoria durerà per tutto l’anno scolastico 2026-2027 e si applicherà dal 2-K fino all’ottavo grado. Saranno esclusi non solo ChatGPT e gli altri chatbot generalisti, ma tutti i software didattici che usano AI generativa direttamente con gli studenti.
La città ha già individuato più di 38 programmi autorizzati nelle scuole le cui funzioni di AI non rispettano i nuovi criteri: quelle componenti saranno disattivate. I cosiddetti companion chatbot, progettati per sostenere conversazioni personali con l’utente, saranno invece vietati in tutte le classi, comprese le superiori.
La misura non impedisce agli insegnanti di usare l’intelligenza artificiale per preparare lezioni o svolgere attività amministrative attraverso strumenti approvati dal sistema scolastico. Sono previste eccezioni anche per alcune tecnologie assistive destinate agli studenti con disabilità, per chi sta imparando l’inglese e per programmi di formazione professionale.
Alle superiori l’approccio sarà diverso. Tutti gli studenti seguiranno due moduli di 45 minuti all’anno per imparare come funzionano gli strumenti di AI e riconoscerne limiti, errori, informazioni false e bias.
Fino a 50 mila studenti potranno inoltre partecipare a cinque programmi pilota. Gli strumenti scelti dalla città saranno utilizzati per un massimo di 45 minuti alla settimana, sempre sotto la supervisione di un insegnante. Il programma non prevede l’introduzione in classe di chatbot generalisti come ChatGPT o Claude.
La nuova politica sull’AI è accompagnata da indicazioni più restrittive anche sul tempo trascorso davanti agli schermi. Fino alla seconda elementare verrà limitato l’uso individuale dei dispositivi digitali durante le lezioni. Dalla terza alla quinta la città raccomanda un massimo di 30 minuti al giorno, che diventano 45 minuti dalla sesta all’ottava.
Durante la presentazione della misura, Mamdani ha spiegato la scelta distinguendo tra bambini e adolescenti: per i primi la priorità è evitare che strumenti generativi sostituiscano alcune parti del processo di apprendimento; per i secondi la città considera ormai necessario capire come utilizzare una tecnologia che incontreranno all’università e nel lavoro.
Non è la prima volta che New York prova a stabilire dei limiti all’AI nelle scuole. Alla fine del 2022 il Department of Education aveva bloccato ChatGPT sulle proprie reti e sui dispositivi scolastici, soprattutto per i dubbi sull’affidabilità delle risposte e sul suo utilizzo nei compiti. Quel divieto era stato poi superato mentre molte scuole avevano cominciato a sviluppare regole proprie.
La nuova policy cerca invece di fissare criteri uguali per tutto il sistema scolastico. E arriva quando l’uso dell’AI da parte degli studenti è ormai molto più diffuso rispetto a quattro anni fa.
Restano comunque diversi aspetti da chiarire. Chalkbeat ha segnalato che, a pochi giorni dall’inizio delle lezioni, non sono ancora stati definiti tutti i dettagli su come le singole scuole dovranno applicare i nuovi limiti e controllare gli strumenti già presenti nelle piattaforme didattiche.
La moratoria durerà un anno. Nel frattempo una nuova Technology in Schools Coalition, composta da studenti, insegnanti, genitori, sindacati ed esperti, valuterà i programmi pilota e gli effetti delle nuove regole prima che la città decida cosa mantenere dall’anno scolastico successivo.




