La statua del piccione sulla High Line rischia di essere rimossa, e c’è una petizione per evitarlo

La High Line, inaugurata nel 2009 e visitata ogni anno da milioni di persone, è da tempo uno dei principali spazi di sperimentazione per l’arte pubblica a New York. Sul tratto della High Line affacciato tra la Decima Avenue e la 30ª strada, a Manhattan, da ottobre 2024 campeggia una scultura che ha finito per entrare rapidamente nell’immaginario cittadino: un piccione iperrealistico alto circa cinque metri, intitolato Dinosaur. L’opera è rimasta in posizione per 18 mesi ed è ora destinata a essere rimossa nella primavera del 2026, secondo la programmazione già definita dagli organizzatori della High Line.

La scultura ha attirato attenzione fin dai primi giorni, anche per il soggetto profondamente legato alla quotidianità newyorkese. I piccioni, insieme ai carretti degli hot dog e ai gatti delle bodegas, sono da decenni uno degli elementi più riconoscibili dello spazio urbano della città. Proprio per questo e per il suo realismo, Dinosaur è presto diventato un punto di riferimento, spesso fotografato e condiviso sui social, al punto da ispirare anche un concorso di imitazione dei piccioni, organizzato nei dintorni della High Line.

L’opera è sempre stata pensata per essere temporanea. La rimozione è prevista per lasciare spazio a una nuova installazione: una statua del Buddha in arenaria alta circa otto metri, firmata dall’artista Tuan Andrew Nguyen, che rientra nella rotazione periodica delle opere esposte lungo il parco sopraelevato. Negli ultimi giorni, però, l’annuncio della rimozione ha riacceso il dibattito, soprattutto online, dove molti utenti hanno espresso contrarietà alla fine dell’installazione.

Da questa mobilitazione è nata una petizione su Change.org, avviata da Brett Tulip, che chiede alla High Line, al Dipartimento dei Parchi di New York e ai partner coinvolti di valutare un’estensione dell’installazione o una sua trasformazione in opera permanente. Nel testo della petizione si sostiene che la rimozione eliminerebbe «un’opera che in poco tempo è diventata significativa per la comunità», descrivendo Dinosaur come, ormai, vero e proprio simbolo urbano. Al momento le firme raccolte sono poco meno di cento.c

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Francesco Caroli, nato a Taranto, ha iniziato a scrivere di musica e cultura per blog e testate online nel 2017. È autore per le riviste cartacee musicali L'Olifante e SMMAG! e caporedattore per IlNewyorkese. Nel 2023 ha pubblicato il saggio "Il mutamento delle subculture, dai teddy boy alla scena trap" per la casa editrice milanese Meltemi.

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