Il Queens Night Market è entrato nella top ten dei migliori night market del mondo

Lo storico mercato di Flushing Meadows–Corona Park è stato inserito in una classifica internazionale sui migliori night market, grazie alla varietà dell’offerta, ai prezzi calmierati e a un modello che mette al centro accessibilità e diversità culturale

New York non è mai stata associata ai grandi night market globali, quelli che di solito si citano parlando di Bangkok, Taipei o Singapore. Nelle classifiche internazionali dedicate a questo tipo di eventi, la città era rimasta finora ai margini. Ma adesso le cose sembrano essere cambiate: una nuova graduatoria pubblicata per il 2026 dal sito di viaggi Travelbag ha, infatti, inserito il Queens Night Market al settimo posto tra i migliori night market del mondo. È il piazzamento più alto per un mercato notturno di New York e uno dei soli due negli Stati Uniti a entrare nella top ten.

La classifica di Travelbag si basa su una combinazione di indicatori legati all’esperienza dei visitatori: fanno punteggio la sicurezza nelle ore serali, il volume di ricerche online, la presenza sui social e le valutazioni degli utenti. Il Queens Night Market ha registrato circa 74 mila ricerche mensili, oltre 1.800 contenuti su TikTok, una valutazione media di 4,6 stelle e un punteggio di sicurezza notturna pari a 68. Numeri che lo collocano accanto al Chatuchak Weekend Market, il Ningxia Night Market e il Bugis Street Market, tutti mercati considerati di riferimento, superando anche il 626 Night Market di Arcadia, in California.

Ogni sabato sera, da aprile all’autunno, il Queens Night Market ospita tra i 75 e oltre 100 venditori che rappresentano più di 90 Paesi diversi. Tra le proposte ci sono, per esempio, momos tibetani, pupusas salvadoregne, suya nigeriano, gelato thailandese arrotolato e dolci dell’Europa orientale come il chimney cake romeno. È una varietà che riflette anche la struttura demografica del Queens, uno dei distretti più multiculturali degli Stati Uniti, e rende il mercato un caso piuttosto unico anche nel confronto internazionale.

Un altro elemento centrale è il limite ai prezzi, introdotto fin dalla prima edizione del 2015 dal fondatore John Wang. La maggior parte dei piatti è soggetta a un tetto massimo di 6 dollari, con poche eccezioni da 10 dollari decise collettivamente dai venditori. In una città in cui il cibo di strada può facilmente superare i 15 o 20 dollari a porzione, è una scelta in grado di generare un vero e proprio impatto: secondo gli organizzatori, il mercato ha contribuito al lancio di oltre 350 piccole attività, molte delle quali gestite da famiglie immigrate, cuochi alla prima esperienza imprenditoriale o venditori che propongono ricette legate alla propria storia personale.

Accanto al cibo, il Queens Night Market include anche una programmazione culturale: al centro dell’area è presente un palco che ospita concerti, spettacoli di danza e dimostrazioni artistiche, dalle percussioni brasiliane ai gruppi jazz, fino a esibizioni di arti marziali e danze africane. Negli ultimi anni l’organizzazione ha inoltre introdotto misure per ridurre l’uso di plastica monouso e migliorare la gestione dei rifiuti, diventata un’esigenza dal momento in cui il mercato può arrivare ad accogliere fino a 20 mila visitatori in una sola serata.

La stagione 2026 segna il ritorno del mercato dopo la pausa invernale, con riapertura prevista per sabato 18 aprile a Flushing Meadows–Corona Park. Per contenere l’affluenza iniziale, le prime due date, il 18 e il 25 aprile, saranno accessibili con un biglietto da 5 dollari; dal 2 maggio l’ingresso tornerà gratuito. Gli orari resteranno anticipati rispetto al passato, dalle 16 a mezzanotte, in modo da favorire anche la presenza delle famiglie. L’edizione del 2026 coincide inoltre con un anniversario importante del progetto e dovrebbe includere nuovi venditori, il ritorno di alcune proposte storiche e la conferma dell’offerta di birra e vino.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Francesco Caroli, nato a Taranto, ha iniziato a scrivere di musica e cultura per blog e testate online nel 2017. È autore per le riviste cartacee musicali L'Olifante e SMMAG! e caporedattore per IlNewyorkese. Nel 2023 ha pubblicato il saggio "Il mutamento delle subculture, dai teddy boy alla scena trap" per la casa editrice milanese Meltemi.

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