Ma quant’è bello uscire da lavoro, prendere la metro, tornare a casa e ricordarsi di avere il frigo vuoto perché non abbiamo fatto la spesa? Per nulla bello, esatto. Però è comodo sapere che possiamo prendere il telefono è ordinare qualsiasi cosa attraverso un’app. Ecco, New York è una città costruita anche sulla logistica del cibo da asporto. Negli ultimi anni, con l’espansione delle piattaforme di delivery – Uber Eats, DoorDash e Grubhub -, il numero dei rider è cresciuto rapidamente: secondo stime del settore, sono circa 80.000 i corrieri attivi nei cinque distretti.
Molti di questi, purtropppo, lavorano con contratti precari o come autonomi, e ovunque nel mondo si sta iniziando a cercare di capire come rendere il lavoro – e la vita – di queste persone più a misura del primo mondo. Non stupisce allora l’apertura del primo Deliverista Hub degli Stati Uniti, inaugurato al 249 di Broadway, a pochi metri da City Hall Park. Trattasi di un progetto promosso dal Workers Justice Project insieme al collettivo Los Deliveristas Unidos, finanziato con circa un milione di dollari di fondi federali.
L’hub nasce dalla riconversione di una vecchia edicola abbandonata e introduce uno spazio pensato per una categoria che, fino a oggi, ha lavorato quasi esclusivamente in strada. La struttura offre un’area coperta per le pause, destinata a mitigare condizioni climatiche spesso estreme, e nei prossimi giorni sarà completata con sedute e una piccola officina per interventi rapidi su biciclette e monopattini. A questo si aggiunge anche una stazione di ricarica per batterie agli ioni di litio: attraverso un’app dedicata, i rider possono accedere 24 ore su 24 a circa 40 armadietti sicuri.
Negli ultimi anni, gli incendi legati alle batterie delle e-bike a New York sono aumentati in modo significativo, spingendo le autorità a introdurre linee guida più restrittive sulla ricarica domestica. Offrire punti certificati e controllati diventa quindi una misura di sicurezza necessaria ancor prima che un servizio per i lavoratori. All’interno dell’hub, aperto cinque giorni a settimana in fascia diurna, è previsto anche un supporto strutturato: assistenza legale per casi di mancato pagamento, orientamento su sicurezza stradale e aiuto nella gestione delle disattivazioni degli account sulle piattaforme, una delle principali criticità del lavoro on-demand.
A New York, già nel 2023, è stato introdotto un salario minimo orario per i rider, uno dei primi interventi normativi del genere negli Stati Uniti, e questo spiega come mai proprio New York è la prima a costruire uno di questi hub per soli rider. Restano però alcune criticità: la sede attuale non dispone di servizi igienici, un limite legato all’assenza di allacci idrici, e che gli organizzatori indicano come prioritario per i prossimi hub. Il New York City Department of Parks and Recreation sta valutando nuove aperture, tra cui un possibile spazio nell’Upper West Side, con l’obiettivo di estendere un’infrastruttura finora inesistente.




