I cassonetti stanno facendo diminuire i ratti a New York

Nei primi sette mesi del 2026 le segnalazioni al 311 sono diminuite del 22 per cento. La città vuole eliminare i sacchi della spazzatura dalle strade entro il 2031

Nei primi sette mesi del 2026 gli abitanti di New York hanno segnalato circa 9.900 avvistamenti di ratti al 311, il servizio cittadino per le richieste e le segnalazioni. Sono il 22 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2025 e il dato più basso dal 2020, secondo i dati raccolti dal New York Post.

Il numero non è un censimento dei ratti presenti in città: indica soltanto quanti avvistamenti sono stati comunicati dai residenti. Ma è l’indicatore utilizzato da New York per capire dove il problema è più evidente e come cambia nel tempo. Il calo registrato quest’anno coincide con l’estensione dei contenitori chiusi per la raccolta dei rifiuti.

Il caso più chiaro è quello di Manhattan Community District 9, nella parte occidentale di Harlem. Il quartiere è completamente containerizzato dal giugno 2025 ed è stato il primo di New York a raccogliere tutta la spazzatura attraverso contenitori chiusi. Nei primi sette mesi del 2026 le segnalazioni di ratti sono diminuite di circa il 35 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’esperimento che ha portato a questo risultato era iniziato nel settembre 2023, quando il Department of Sanitation aveva installato i primi contenitori su dieci isolati di Hamilton Heights, sempre all’interno del Community District 9, dove si trovavano anche quattordici scuole. Nella zona pilota le segnalazioni al 311 erano diminuite del 60 per cento rispetto allo stesso periodo precedente all’installazione, secondo i dati pubblicati dal Department of Sanitation sul progetto pilota.

La ragione è soprattutto pratica. I sacchi lasciati sui marciapiedi restano per ore alla portata degli animali e possono essere aperti, bucati o trascinati. Dentro ci sono spesso resti di cibo. I contenitori con il coperchio riducono l’accesso ai rifiuti e rendono più difficile per i ratti trovare una fonte regolare di alimentazione. Il Department of Sanitation spiega il funzionamento della containerizzazione dei rifiuti proprio in questi termini: meno sacchi esposti significa meno cibo disponibile sulla strada.

Gli Empire Bins sono grandi contenitori fissi collocati lungo il bordo della carreggiata e assegnati a un singolo edificio. Non sono cassonetti utilizzabili da chiunque: possono essere aperti soltanto dal personale autorizzato attraverso una scheda elettronica. Vengono svuotati dai nuovi camion automatizzati del DSNY e ciascun contenitore può raccogliere circa quattro iarde cubiche di rifiuti, l’equivalente di 25 grandi sacchi.

Le regole cambiano in base alle dimensioni degli edifici. Le proprietà con almeno 31 appartamenti devono utilizzare gli Empire Bins nelle zone raggiunte dal programma. Quelle tra 10 e 30 unità possono scegliere tra gli Empire Bins e contenitori più piccoli. Gli edifici con una, due o fino a nove unità devono invece utilizzare gli Official NYC Bins, i contenitori con coperchio sicuro introdotti in tutta la città.

L’obbligo per le proprietà più piccole è entrato in vigore il 1° giugno 2026. Fino al 7 settembre il DSNY avvertirà chi non rispetta le regole; dall’8 settembre inizieranno le multe, che possono essere di 50 dollari per la prima violazione, 100 per la seconda e 200 per le successive. Le indicazioni sono riassunte nella FAQ ufficiale sugli NYC Bins.

La containerizzazione è stata avviata durante l’amministrazione di Eric Adams, che nel 2022 aveva inserito la gestione dei rifiuti tra le misure per ridurre la presenza dei ratti. L’amministrazione di Zohran Mamdani ha deciso di estendere il progetto. Entro la fine del 2027 altri sei Community District, almeno uno per borough, dovrebbero essere completamente containerizzati. Per questa fase serviranno oltre 6.500 Empire Bins destinati a più di 3.500 edifici, secondo il piano dell’ufficio del sindaco.

Il programma dovrebbe arrivare in tutta New York entro la fine del 2031. Il DSNY stima che saranno necessari circa 60.000 contenitori e centinaia di camion per svuotarli.

C’è anche un po’ d’Italia nello sviluppo e nella commercializzazione dei camion utilizzati per svuotare gli Empire Bins: il loro componente più specifico, il sistema automatizzato di caricamento laterale, è stato progettato da Farid Industrie, azienda con sede a Vinovo. Il telaio Mack è stato fornito negli Stati Uniti, mentre l’assemblaggio finale e l’assistenza sono stati affidati alla newyorkese Vasso Waste Systems. Il sito del gruppo ricostruisce la filiera tecnica del progetto.

Ogni medaglia ha un suo rovescio. Ogni contenitore occupa uno spazio sul bordo della strada: secondo il commissario alla Sanità, nei quartieri già interessati sono stati sacrificati circa il 2 o il 3 per cento dei posti auto.

Tuttavia l’utilizzo su grande scala dei contenitori chiusi per i rifiuti sembra essere la strada giusta per limitare la proliferazione dei ratti nella Grande Mela. La prova del nove arriva dai quartieri in cui il piano non è ancora entrato in vigore. A Manhattan Community Board 3, che comprende l’East Village, il Lower East Side e parti di Chinatown, le segnalazioni sono aumentate del 37,6 per cento: da 218 a 300 tra gennaio e luglio. In quelle zone molti edifici più grandi non sono ancora stati raggiunti dal programma e i sacchi continuano a essere lasciati sui marciapiedi.

I dati disponibili non permettono ancora di dire che la popolazione complessiva dei ratti a New York sia diminuita. Mostrano però una relazione tra il modo in cui la città conserva i rifiuti e il numero di avvistamenti registrati. Dove i sacchi sono stati sostituiti dai contenitori, le segnalazioni sono calate. Il risultato dovrà essere verificato nei prossimi anni, quando il sistema sarà esteso ai quartieri che oggi ne sono ancora esclusi.

Immagine di Guglielmo Timpano

Guglielmo Timpano

Laureato in Scienze Politiche. Giornalista freelance. Conduttore radiofonico. Presentatore televisivo. Appassionato di sport, storia e animali: per combinare tutti questi interessi, il sogno sarebbe seguire un torneo di calcio tra dinosauri.

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