Quando New York ha introdotto il congestion pricing, cioè il pedaggio per entrare in auto nella parte più trafficata di Manhattan, una delle preoccupazioni principali arrivava dal South Bronx. È una zona già attraversata da grandi arterie stradali, ponti, magazzini, centri logistici e camion, e da anni ha tassi di asma tra i più alti degli Stati Uniti. Il timore era che, per evitare il pedaggio, alcuni automobilisti avrebbero potuto cambiare percorso e passare da quartieri che partivano già da una situazione ambientale molto fragile.
Un nuovo studio della Columbia University dice che qualcosa del genere potrebbe essere effettivamente successo, anche se non lo dimostra in modo definitivo. I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti da 19 sensori installati nel South Bronx, confrontando i dodici mesi precedenti all’avvio del congestion pricing con i dodici mesi successivi. Secondo Alexander De Jesus, dottorando e tra gli autori dello studio, tra il 2024 e il 2025 il particolato fine nell’area è aumentato del 2 per cento. Il particolato fine è composto da particelle molto piccole, prodotte anche dalla combustione di carburanti fossili, che possono entrare nei polmoni e avere effetti sulla salute.
L’aumento è stato rilevato in buona parte del quartiere, soprattutto vicino alle principali expressway. In due punti di rilevazione, uno dei quali vicino a un giardino comunitario, i livelli sono invece diminuiti. L’abstract dello studio, che non è ancora disponibile integralmente, dice che l’aumento è statisticamente significativo, ma anche che le stime cambiano molto da un sensore all’altro. È un dettaglio importante, perché la qualità dell’aria non si misura come il traffico a un casello: cambia con il vento, la temperatura, le stagioni, il riscaldamento degli edifici, gli incendi e molti altri fattori.
Gli autori dello studio sostengono di avere controllato alcune di queste variabili, compreso il fumo degli incendi, la stagionalità, il meteo, il riscaldamento degli edifici e i modelli di traffico. Dopo questi controlli, secondo loro, resterebbe un aumento del 2 per cento attribuibile al congestion pricing. Markus Hilpert, professore associato alla Mailman School of Public Health della Columbia e coautore del rapporto, ha detto che il pedaggio ha migliorato la qualità dell’aria nella zona a pagamento di Manhattan, ma potrebbe averla peggiorata in aree vicine come il South Bronx, probabilmente per effetto delle deviazioni del traffico.
La Metropolitan Transportation Authority, l’agenzia che gestisce il programma, ha contestato con decisione lo studio. Un portavoce ha ricordato che il lavoro non è ancora stato sottoposto a peer review e ha sostenuto che non terrebbe conto in modo adeguato del fumo degli incendi che nel 2025 ha interessato la città per circa sei giorni. Gli autori dicono invece di aver considerato anche quel fattore. La MTA cita inoltre altri dati: uno studio di tre mesi del Dipartimento della Salute di New York, che ha confrontato la primavera del 2024 con quella del 2025, non ha trovato cambiamenti significativi nel particolato fine nell’area; un rapporto della stessa MTA dice che nello stesso periodo il traffico autostradale era diminuito in varie zone, compreso il South Bronx.
Il punto, quindi, non è che il congestion pricing sia improvvisamente diventato un fallimento. Il programma ha ridotto dell’11 per cento il numero di auto che entrano nel distretto centrale di Manhattan, pari a circa 73 mila veicoli in meno, e nel 2025 ha prodotto più di 578 milioni di dollari per la MTA, destinati anche a migliorare metropolitane e autobus. Ma il South Bronx chiede che il successo del pedaggio non venga misurato solo guardando Manhattan. Nella zona un bambino su cinque soffre di asma, il reddito mediano familiare è di circa 32 mila dollari e ogni giorno quasi 13 mila camion entrano ed escono da Hunts Point, uno dei più grandi centri di distribuzione alimentare degli Stati Uniti. Per questo il congestion pricing finanzia anche circa 70 milioni di dollari di interventi nel Bronx, tra programmi contro l’asma e la sostituzione di camion refrigerati diesel con mezzi ibridi o meno inquinanti. Per le associazioni locali, però, il programma deve essere trattato come una politica da monitorare continuamente, non come una misura già chiusa e archiviata come positiva.




