A New York la neve si scioglie con degli enormi camion

È un sistema già usato in passato dal Comune permette di smaltire tonnellate di neve quando le temperature restano troppo basse perché lo scioglimento avvenga naturalmente

Tre giorni dopo la fine delle nevicate, ampie porzioni di New York risultano ancora impraticabili. Cumuli di neve occupano fermate degli autobus, marciapiedi e attraversamenti pedonali, mentre molte auto sono rimaste intrappolate dal ghiaccio. Le temperature stabilmente sotto lo zero impediscono lo scioglimento naturale e hanno spinto l’amministrazione cittadina a ricorrere a una soluzione già sperimentata in passato: lo scioglimento meccanico della neve tramite alcuni macchinari industriali.

Da mercoledì mattina il Dipartimento di Igiene Urbana (DSNY) ha avviato l’uso di otto “snow melter”, grandi vasche mobili alimentate a combustione progettate per fondere rapidamente grandi quantità di neve. Uno di questi è stato posizionato nella zona sud di Manhattan, dove è stata concentrata parte dei circa 30 centimetri di neve caduti nel fine settimana. Secondo il commissario ad interim Javier Lojan, la quantità accumulata in quell’area era sufficiente a coprire un intero campo da football.

Il macchinario utilizzato, il Trecan Combustion 60-PD Snowmelter, è arrivato da un deposito comunale e ha richiesto circa mezz’ora per entrare in funzione. Una volta operativo, è rimasto attivo per quasi tutta la giornata, con brevi pause programmate ogni otto ore per evitare il surriscaldamento. Pale meccaniche e camion hanno iniziato a caricare la neve nella vasca: ogni singolo carico, pari a circa mezza tonnellata, viene sciolto in pochi secondi e trasformato in acqua che defluisce direttamente nella rete fognaria.

Contrariamente a quanto suggerisce il nome, l’acqua all’interno delle vasche non è particolarmente calda: la temperatura si aggira intorno ai 38 gradi. La vera sfida sta nella gestione del flusso di neve, che deve essere costante e calibrato. Un eccesso raffredda l’impianto rallentando il processo, mentre un afflusso troppo ridotto rischia di surriscaldarlo. Per questo l’operazione procede secondo ritmi precisi, con file di camion che scaricano a turno il materiale raccolto dalle strade.

La città dispone complessivamente di 27 snow melter, ma al momento ne utilizza solo otto, a causa dell’elevato fabbisogno di personale richiesto altrove per la liberazione delle fermate degli autobus e dei marciapiedi. Le vasche sono state distribuite tra i cinque distretti: una a Staten Island, una nel Bronx e due ciascuna a Manhattan, Brooklyn e Queens. I modelli più grandi possono sciogliere fino a 120 tonnellate di neve all’ora, mentre quelli più piccoli arrivano a circa la metà.

L’intervento proseguirà almeno fino a metà febbraio. Le previsioni indicano che potrebbero volerci più di due settimane prima che le temperature salgano sopra lo zero abbastanza a lungo da consentire allo scioglimento naturale. Nel frattempo, il DSNY lavora senza interruzioni: circa 2.500 dipendenti sono impegnati in turni di 12 ore, affiancati da 500 spalatori d’emergenza e 300 operatori temporanei per la gestione dei mezzi pesanti.

Le vasche di scioglimento non venivano utilizzate dal 2021 e sono state rimesse in funzione anche in vista di un possibile nuovo peggioramento meteo nel fine settimana, quando i servizi meteorologici stimano una probabilità del 30 per cento di ulteriori nevicate.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Francesco Caroli, nato a Taranto, ha iniziato a scrivere di musica e cultura per blog e testate online nel 2017. È autore per le riviste cartacee musicali L'Olifante e SMMAG! e caporedattore per IlNewyorkese. Nel 2023 ha pubblicato il saggio "Il mutamento delle subculture, dai teddy boy alla scena trap" per la casa editrice milanese Meltemi.

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