A New York, il Natale finisce (anche) con lo smontaggio dell’albero del Rockefeller Center

La rimozione dell’abete simbolo delle feste chiude una stagione che ogni anno attira milioni di visitatori a Midtown e segna il ritorno della città al suo ritmo abituale

A New York, la fine delle festività natalizie non è segnata da una data sul calendario, ma quasi tutti credono coincida esattamente con la rimozione dell’albero di Natale del Rockefeller Center: è un passaggio simbolico, che chiude ufficialmente la stagione delle luci, delle vetrine a tema e del turismo natalizio concentrato a Midtown Manhattan.

L’albero, alto circa 23 metri, resterà acceso fino alle 22 di sabato 10 gennaio, quando verrà smontato dopo oltre un mese di esposizione. Come avviene ogni anno, la rimozione avverrà nelle ore notturne per ridurre l’impatto sul traffico e sulla viabilità della zona, già fortemente congestionata durante le festività. L’abete, selezionato in genere tra gli stati del Nord-Est degli Stati Uniti – spesso New York, Pennsylvania o Massachusetts – viene poi riutilizzato: il legno è donato all’organizzazione Habitat for Humanity per la costruzione di abitazioni.

L’accensione dell’albero del Rockefeller Center è considerata, di fatto, l’inizio non ufficiale del Natale newyorkese. La tradizione risale al 1933 (e c’entra molto l’immigrazione italiana) e, negli anni, si è trasformata in uno degli eventi stagionali più seguiti della città, con una cerimonia trasmessa in diretta televisiva e una presenza quotidiana di migliaia di visitatori. Nel solo mese di dicembre, l’area attorno a Rockefeller Plaza è tra le più fotografate di New York, al pari di posti come Times Square e Central Park.

Con lo smontaggio dell’albero, Midtown entra nella sua fase post-natalizia: le vetrine dei grandi magazzini – da Saks Fifth Avenue a Macy’s – iniziano a essere riconvertite, la pista di pattinaggio del Rockefeller Center prosegue la stagione senza l’apparato decorativo delle feste e il traffico pedonale torna progressivamente su livelli più ordinari. È un passaggio ciclico che si ripete ogni anno e che segna il ritorno della città al suo ritmo abituale, in attesa dei prossimi grandi eventi stagionali.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Francesco Caroli, nato a Taranto, ha iniziato a scrivere di musica e cultura per blog e testate online nel 2017. È autore per le riviste cartacee musicali L'Olifante e SMMAG! e caporedattore per IlNewyorkese. Nel 2023 ha pubblicato il saggio "Il mutamento delle subculture, dai teddy boy alla scena trap" per la casa editrice milanese Meltemi.

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