Valditara a New York: «l’Italia è il Paese della bellezza, della solidarietà e della libertà»

Abbiamo intervistato il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a New York, dove si è recato per la settimana di alto livello dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e dove ha incontrato studenti e docenti de La Scuola d'Italia Guglielmo Marconi per la chiusura del progetto Scuola Futura

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Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito, è stato a New York per la settimana di alto livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove il 23 settembre ha preso parte a Multiply Possibility, l’evento ad alto livello sul finanziamento dell’istruzione globale, co-presieduto da Italia e Nigeria insieme al Global Partnership for Education. Nella stessa missione, il Ministro ha accompagnato alle Nazioni Unite un gruppo di studenti delle Consulte studentesche, presenti per la prima volta all’interno del Palazzo di Vetro, e ha chiuso la settimana di Scuola Futura New York, incontrando studenti e docenti de La Scuola d’Italia Guglielmo Marconi prima dell’evento conclusivo al Lincoln Center. Lo abbiamo intervistato durante la visita alla scuola.

Il tema dell’Assemblea ONU di quest’anno è “Restoring trust, managing transformation: a United Nations that delivers for all”. Cosa l’ha portata oggi qui alle Nazioni Unite, e che ruolo può giocare la cooperazione internazionale in ambito scolastico in un contesto segnato da crisi geopolitiche?

Riteniamo che la collaborazione, la cooperazione con i paesi che maggiormente soffrono la mancanza di docenti e di scuole, sia strategica e fondamentale. Sono venuto qui a New York, alle Nazioni Unite, per rilanciare il progetto di un investimento straordinario per l’Africa in particolare. Abbiamo invitato, in occasione del G7 che si è tenuto a Trieste, anche l’Organizzazione degli Stati Africani: è stata la prima volta che veniva coinvolta, ed è stato un grande segnale. Abbiamo saputo che mancano 17 milioni di insegnanti per l’Africa, e credo che tutti noi dobbiamo fare un grande sforzo per favorire la crescita di questo grande continente e dare a tanti giovani opportunità di futuro.

I giovani studenti italiani che hanno partecipato al progetto Scuola Futura hanno lavorato a due laboratori: nel laboratorio Orizzonti hanno esplorato parole e valori legati alla cultura italiana; nel laboratorio Dialoghi hanno messo a confronto grandi figure della letteratura, della scienza e dell’arte italiana. Come considera questo esperimento didattico, e quale ruolo gioca la diplomazia scolastica nel rafforzare le relazioni bilaterali tra Italia e Stati Uniti?

Un ruolo fondamentale, anche perché noi abbiamo riscoperto, nei nuovi programmi scolastici, la centralità dell’Occidente, l’orgoglio delle nostre radici, l’orgoglio di personaggi come Dante, Leonardo, Michelangelo, Galilei, e aggiungo, come Cristoforo Colombo: senza Cristoforo Colombo gli Stati Uniti non sarebbero mai nati. È stato il primo americano, ed è stato un italiano. Di questo dobbiamo essere orgogliosi e consapevoli. Mi fa molto piacere che i ragazzi abbiano svolto ricerche e approfondimenti, si siano incuriositi sulla storia, sulla vita, sul contributo di queste figure per lo sviluppo della civiltà globale. Hanno toccato temi come la libertà e la democrazia, valori nati con l’Occidente, che l’Occidente ha trasformato in principi universali donati al mondo intero.

Qual è l’importanza della presenza all’estero di studenti italiani? Quali sono i punti di crescita che vede in progetti internazionali come questo?

Un’importanza fondamentale. Sto visitando tante scuole italiane all’estero: sono stato a Buenos Aires, sono stato ad Addis Abeba, voglio andare a Madrid, oggi sono qui a New York. Perché questo? Perché le scuole italiane all’estero sono momenti di diffusione dei valori del nostro paese, delle conquiste del nostro paese, del ruolo che il nostro paese, in campo culturale, in campo economico, in campo civile, ha svolto e continua a svolgere.

Se dovesse scegliere lei una parola per raccontare l’Italia al mondo, quale sarebbe?

È il paese della bellezza, della solidarietà e della libertà.

Oggi accompagna gli studenti italiani delle Consulte studentesche per la prima volta alle Nazioni Unite. Che cosa spera che portino a casa da questa esperienza?

Che nasca in loro la consapevolezza di legami forti con tanti altri giovani di tante altre nazioni. Perché dietro ogni nazione, dietro ogni rappresentante dei vari Stati che siede sugli scranni dell’Assemblea dell’ONU, ci sono tanti giovani, tante speranze, tanti sogni, e quindi saper condividere con tanti altri giovani sogni, speranze, progetti, credo che sia la cosa più bella. Auspico che anche tutti gli altri paesi seguano l’esempio italiano e portino nelle assise internazionali, a iniziare dal prossimo G20, ma anche nelle assise dell’UNESCO e in altri eventi internazionali, rappresentanti delle consulte studentesche dei rispettivi paesi, come noi abbiamo fatto. Anche in questo siamo all’avanguardia.

Clima e intelligenza artificiale sono due temi caldi discussi all’Assemblea Generale, che tipo di investimenti e aggiornamenti nei sistemi scolastici riterrebbe necessari per preparare gli studenti a queste sfide globali?

Abbiamo parlato di temi come l’ambiente, l’intelligenza artificiale, l’educazione al rispetto anche di tutto ciò che ci circonda e della natura. Ne abbiamo parlato nelle nuove linee guida sull’educazione civica. Per noi l’intelligenza artificiale è una grande sfida che va sempre governata dall’uomo. Dobbiamo abituare i giovani ai rischi e alle potenzialità dell’intelligenza artificiale, dobbiamo formare gli insegnanti perché possano cogliere le sue potenzialità nella didattica e possano anche utilizzarla, così come abbiamo previsto nei nuovi programmi, in particolare per le materie STEM, per tutte le materie scientifiche, dalla matematica alla fisica. È una grandissima sfida che deve vedere uniti tutti noi. Lanceremo nel mese di ottobre una grande assise in Lombardia, sul lago di Como, che riunirà esperti, scuole, studenti, docenti, politici da tutto il mondo, proprio per ragionare di intelligenza artificiale e scuola.

Immagine di Silvia Bendicenti

Silvia Bendicenti

Silvia Bendicenti: Classe 2003, laurea in International Business e Business Administration. Ha studiato tra Pechino, Washington D.C. e Roma, sviluppando un forte interesse per la comunicazione internazionale, i media e le relazioni interculturali. Appassionata di storytelling e attualità, racconta storie che mettono in dialogo culture, comunità ed esperienze diverse

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