New York investirà nella tecnologia quantistica e parteciperà ai profitti

Il Comune finanzierà con 29,2 milioni di dollari un nuovo laboratorio della NYU e riceverà una quota dei ricavi di alcune invenzioni

New York investirà 29,2 milioni di dollari nella realizzazione di un laboratorio universitario dedicato alle tecnologie quantistiche, ma questa volta il finanziamento pubblico prevede qualcosa in cambio: una partecipazione ai ricavi delle invenzioni che nasceranno grazie alle attrezzature acquistate con quei fondi. L’accordo, annunciato ieri, mercoledì 14 ottobre, dal sindaco Zohran Mamdani, riguarda la New York University (NYU) e rappresenta un cambiamento nel modo in cui l’amministrazione cittadina intende sostenere la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie.

Il laboratorio si chiamerà Quantum Fabrication Facility (QFab) e sarà realizzato al 770 di Broadway, a Manhattan, all’interno di un edificio utilizzato dalla NYU. La struttura occuperà circa 2.100 metri quadrati e dovrebbe aprire nel 2030. L’investimento complessivo sarà di circa 284 milioni di dollari: ai 29,2 milioni stanziati dal Comune si aggiungeranno 255 milioni della NYU, destinati alla realizzazione del laboratorio e al finanziamento delle sue attività nei primi dieci anni.

La parte più particolare dell’accordo riguarda la proprietà intellettuale. Il Comune riceverà il 15 per cento dei proventi spettanti all’amministrazione centrale della NYU per le invenzioni sviluppate utilizzando le attrezzature finanziate con il contributo pubblico. La partecipazione potrà comprendere royalties, pagamenti legati al raggiungimento di determinati risultati commerciali, ricavi derivanti dalla concessione di licenze sui brevetti e quote societarie. Non significa che New York incasserà il 15 per cento di tutti i profitti del laboratorio o delle aziende che vi lavoreranno: il meccanismo si applicherà soltanto alle proprietà intellettuali che rispettano le condizioni previste dall’accordo.

Il Comune avrà inoltre tre rappresentanti nell’Executive Advisory Board della struttura, l’organismo consultivo che contribuirà a definire gli indirizzi del progetto. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è partecipare alle decisioni su un settore nel quale vengono investite risorse pubbliche e ottenere un ritorno economico nel caso in cui alcune delle tecnologie sviluppate raggiungano il mercato. Non ci sono, per il momento, stime attendibili sulle entrate che questo meccanismo potrebbe produrre: dipenderanno dalle invenzioni realizzate, dalla loro eventuale commercializzazione e dai contratti stipulati dalla NYU.

La ricerca quantistica utilizza alcuni principi della fisica che descrivono il comportamento della materia su scala atomica e subatomica. Le sue applicazioni più conosciute riguardano i computer quantistici, che potrebbero risolvere determinati problemi di calcolo difficilmente affrontabili dai computer tradizionali. Ma il settore comprende anche sensori estremamente precisi, nuovi sistemi di comunicazione e tecnologie utilizzabili nella ricerca sui materiali e nella medicina. Molte di queste applicazioni sono ancora in fase sperimentale e non è possibile prevedere quali riusciranno a diventare prodotti commerciali.

QFab non sarà quindi un centro dedicato soltanto alla programmazione di computer quantistici. Metterà a disposizione laboratori con ambienti a contaminazione controllata, apparecchiature criogeniche per lavorare a temperature estremamente basse e strumenti per fabbricare e collaudare chip e altri componenti. Si tratta di attrezzature costose, che difficilmente una piccola impresa o un gruppo universitario potrebbero acquistare autonomamente. La possibilità di utilizzarle in una struttura condivisa dovrebbe ridurre uno degli ostacoli principali per chi vuole trasformare un progetto di ricerca in un dispositivo funzionante.

Secondo il programma presentato dal municipio, nei primi dieci anni il laboratorio dovrebbe sostenere oltre cento imprese, tra nuove società e aziende già esistenti. Le previsioni comprendono l’incubazione di circa cinquanta startup e servizi di ricerca e fabbricazione per altre cinquanta. Si tratta di obiettivi del progetto, non di imprese già selezionate o risultati acquisiti.

Una parte dell’investimento sarà dedicata alla formazione. Gli studenti della City University of New York (CUNY) e delle scuole pubbliche cittadine potranno accedere a programmi specifici, laboratori, tirocini e corsi estivi. Sono previsti anche percorsi per preparare tecnici specializzati nella gestione delle apparecchiature quantistiche, senza richiedere necessariamente una carriera accademica nella ricerca. La NYU stima che, nel primo decennio, le attività del centro possano coinvolgere complessivamente 35mila persone, tra studenti, ricercatori e partecipanti ai programmi di formazione.

L’annuncio è stato presentato da Mamdani insieme alla vicesindaca per la giustizia economica Julie Su e al presidente della New York City Economic Development Corporation, Anthony Shorris. La scelta di legare il finanziamento pubblico a una partecipazione economica riflette l’impostazione che la nuova amministrazione vuole dare agli investimenti nello sviluppo industriale. Il Comune continuerà a utilizzare risorse pubbliche per attirare aziende e centri di ricerca, ma cercherà di ottenere anche una parte degli eventuali benefici finanziari.

L’accordo arriva mentre diverse città e Stati americani competono per attrarre imprese attive nelle tecnologie quantistiche. New York può contare su università, laboratori e una concentrazione di aziende che operano nei settori finanziario, informatico e sanitario, potenziali utilizzatori delle nuove tecnologie. La presenza di queste attività non garantisce però che il laboratorio diventi redditizio: la ricerca quantistica richiede investimenti elevati e tempi di sviluppo che possono protrarsi per anni.

La costruzione di QFab comincerà quindi prima che sia possibile conoscere il valore commerciale delle tecnologie che vi saranno realizzate. La differenza rispetto a un finanziamento pubblico tradizionale è che, se alcune invenzioni produrranno ricavi, una quota potrà tornare nelle casse cittadine. È su questo meccanismo, oltre che sui risultati scientifici e sulle opportunità di lavoro promesse, che potrà essere valutato l’investimento di New York.

Immagine di Guglielmo Timpano

Guglielmo Timpano

Laureato in Scienze Politiche. Giornalista freelance. Conduttore radiofonico. Presentatore televisivo. Appassionato di sport, storia e animali: per combinare tutti questi interessi, il sogno sarebbe seguire un torneo di calcio tra dinosauri.

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