Un’Olimpiade che è un format

Milano centro del mondo, l’Italia sotto gli occhi del mondo. Con la grande cerimonia di apertura a San Siro prendono il via le Olimpiadi invernali. Milano-Cortina 2026 diventa realtà. Ci sono già i grandi della Terra, rappresentanti importanti del governo americano, il vicepresidente Vance, che allo sport (il tifo alla partita di hockey) aggiunge la diplomazia e la geopolitica (l’incontro con il premier italiano Giorgia Meloni in prefettura), e poi c’è anche il sottosegretario Rubio.

Il presidente Mattarella ha abbracciato i nostri atleti e, al di là dell’augurio agonistico (spero in tante medaglie), ha parlato di una pace che va promossa. E che cos’è un’Olimpiade, al di là del business, dell’organizzazione, dello spettacolo, del marketing, del turismo, se non un invito all’incontro, al dialogo?

Che cos’è un’Olimpiade, soprattutto nel momento storico in cui si sta riscrivendo l’ordine mondiale, se non un’occasione per superare i confini, per abbattere i muri che invece un po’ in tutto il mondo, reali o simbolici, vengono eretti?

L’uomo simbolo delle nostre istituzioni sportive, Giovanni Malagò, l’uomo che (non da solo) nel 2019 portò a casa questi Giochi, in un’intervista ha detto che fra quattro anni la Francia ci copierà. Abbiamo in sostanza presentato e fatto vincere un format: una grande città italiana, Milano, con tutti i simboli che si porta dietro, compresa l’esperienza dell’Expo, e le nostre Alpi, i monti e le vallate, le piste e l’identità dei territori, simboleggiati dal brand di Cortina.

Abbiamo “incluso” e armonizzato le differenze, offrendo al mondo l’eccellenza e la bellezza del nostro Paese. Poche opere e solo quelle che rimarranno per migliorare la vita dei cittadini, rispetto della sostenibilità, gestione del fenomeno controverso dell’overtourism. E poi il nostro cibo, il nostro Made in Italy, la nostra accoglienza, la nostra unicità.

E il grande sforzo per la sicurezza, un tema che si porta sempre dietro le polemiche, ma che alla fine viene misurato sempre sul piano pratico (funziona o non funziona). Ora tocca agli atleti e alle gare, allo spettacolo e al divertimento. Poi si faranno i bilanci.

In bocca al lupo Milano-Cortina 2026.

Immagine di Claudio Brachino

Claudio Brachino

Giornalista, saggista ed editorialista italiano. Laureato in Lettere, passione per il teatro, ha scritto con De Filippo e Michalkov. Poi 32 anni in Fininvest e Mediaset, dove è stato vicedirettore ed anchor di Studio aperto, due volte direttore di Videonews, la fabbrica dei format, direttore di Sport Mediaset e di Radio Montecarlo news. Inoltre, ha diretto per due anni il Settimanale, magazine cartaceo e web sulle Pmi, ha scritto per Il Tempo e Il Giornale, ora è editorialista del Multimediale di Italpress, opinionista tv per Rai e La7 e direttore editoriale di Good Morning Italy. Da poco ha firmato una collaborazione per lo sport del circuito Netweek.

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