Il grande Caldo

Il caldo estremo di quest’estate mi ha cambiato la vita. A dirlo non è un pensionato medio di una media panchina italiana che parla del ricordo da sketch delle stagioni che non ci sono più. A dirlo è un importante intellettuale americano, lo scrittore Jonathan Safran Foer che da un po’ di tempo si occupa di temi ambientali e che abbiamo visto in Italia recentemente per il libro Possiamo salvare il mondo prima di cena.

A Parigi, dove era per lavoro quest’estate, il grande caldo che ha colpito tutto il Vecchio Continente ha colpito lo scrittore scioccandolo. Fisicamente e filosoficamente o anche in ordine inverso. Insomma il cambiamento climatico che diventa un cambiamento strutturale dell’Homo sapiens, non una crisi parziale da risolvere con un maggiore aumento dell’aria condizionata.

Certo c’è il tema della sicurezza energetica e sociale e sanitaria ed economica, ma mi sembra che questa apparente banale scoperta dello scrittore riveli di più. Dopo tanti anni, milioni, il grande e terribile Homo di cui sopra ha devastato il pianeta in cui viveva meravigliosamente. Non sarà solo colpa dell’Homo ma sicuramente c’è la sua mano. Sviluppo, inquinamento, norme sbagliate, visioni sbagliate, pigrizia della politica e non solo nel mondo occidentale.

Si è visto nei vari forum internazionali che non c’è accordo fra troppi Paesi. Inutile fare regole nella Ue se poi la Cina non le rispetta… solo per fare un esempio. Il clima non ha barriere amministrative, si svolge per sua natura su scala planetaria.

E allora eccomi spettatore del mondo moderno che leggo uno scrittore americano a cui il caldo ha cambiato la vita ma l’ha cambiata anche a me che a Milano vivo un settembre tropicale. Il corpo e la mente sono stanchi di questa Africa climatica che ha sconvolto le nostre abitudini continentali.

E leggo, spettatore contemporaneo, che l’ondata di fango e acqua che ha devastato Nepal e Tibet alla fine di agosto sarebbe dovuta a un immenso ghiacciaio che si è staccato dalla catena dell’Himalaya. Come con Hormuz abbiamo capito che nel nostro mondo tutto riguarda tutti, quei morti e feriti così lontani sono in realtà così vicini.

Il mondo lo salviamo solo tutti insieme, dice Safran Foer, ma per farlo prima di cena dobbiamo sbrigarci perché l’Apocalisse si sta già sedendo a tavola.

Immagine di Claudio Brachino

Claudio Brachino

Giornalista, saggista ed editorialista italiano. Laureato in Lettere, passione per il teatro, ha scritto con De Filippo e Michalkov. Poi 32 anni in Fininvest e Mediaset, dove è stato vicedirettore ed anchor di Studio aperto, due volte direttore di Videonews, la fabbrica dei format, direttore di Sport Mediaset e di Radio Montecarlo news. Inoltre, ha diretto per due anni il Settimanale, magazine cartaceo e web sulle Pmi, ha scritto per Il Tempo e Il Giornale, ora è editorialista del Multimediale di Italpress, opinionista tv per Rai e La7 e direttore editoriale di Good Morning Italy. Da poco ha firmato una collaborazione per lo sport del circuito Netweek.

Condividi questo articolo sui Social

Facebook
WhatsApp
LinkedIn
Twitter

Post Correlati

Ritorna il camping di lusso a Governors Island

Se stai cercando una fuga perfetta dalla frenesia della città senza allontanarti troppo, Governors Island potrebbe essere la tua destinazione ideale. E se desideri trasformare questa breve fuga in un’esperienza indimenticabile, Collective Retreats è pronto ad accoglierti con le sue

Leggi Tutto »
Torna in alto