Un’opera sullo Stretto di Messina alla sua prima assoluta, alla NYU

Le Voci dello Stretto sarà presentata il 27 marzo nell’ambito di un simposio internazionale, l'Opera rielabora i miti di Scilla, Cariddi e Colapesce

Il 27 marzo 2026, nell’ambito di un simposio internazionale dedicato al rapporto tra opera e innovazione tecnologica, debutta in prima assoluta alla Casa Italiana Zerilli-Marimò Le Voci dello Stretto, opera in un atto composta da Roberto Scarcella Perino su libretto di Eugenio Refini. L’evento fa parte del progetto “Music Theater and New Technologies”, un programma di ricerca che indaga come strumenti digitali e nuove modalità produttive possano intervenire nella scrittura musicale e nella costruzione scenica, in un momento in cui il teatro musicale contemporaneo tende sempre più a lavorare su formati agili e dispositivi tecnologici integrati.

La produzione, curata da Ginevra Petrucci, prevede un organico ridotto, con un trio composto da violino (Anthony Bracewell), violoncello (Luke Krafka) e pianoforte (Matthieu Cognet), e un cast composto da Suchan Kim nel ruolo di Pellegrino, Emma Marhefka e Anna Maria Vacca in una doppia funzione vocale tra figure mitologiche e personaggi simbolici, e Bernard Holcomb nel ruolo di Colapesce. Una parte centrale è affidata anche al Children’s Chorus della Scuola d’Italia Guglielmo Marconi di New York, diretto da Lauren Marie Gismondi.

La struttura narrativa riprende elementi della tradizione legata allo Stretto di Messina – Scilla, Cariddi, la Fata Morgana, Colapesce – riorganizzandoli in una vicenda costruita attorno a un evento apparentemente inspiegabile: la comparsa e la scomparsa di un ponte tra Sicilia e Calabria osservata da un falco, Pellegrino. Il dispositivo drammaturgico si muove tra racconto mitologico e riferimento contemporaneo, richiamando implicitamente il dibattito, ancora aperto, sulla costruzione del ponte sullo Stretto. La soluzione finale – un’illusione ottica generata dalla Fata Morgana – si collega a un fenomeno atmosferico reale, noto nella tradizione popolare locale e spesso associato a immagini sospese e distorte visibili sul mare.

Per parteicpare alla prima è necessario registrarsi qui.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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