In un mercato alimentare sempre più globale, l’identità può diventare un vantaggio competitivo. La Sardegna arriva a SIAL Paris puntando sulla riconoscibilità delle proprie produzioni storiche, sull’allevamento estensivo e su un patrimonio caseario strettamente legato al territorio.
Quali eccellenze avete scelto di portare a SIAL Paris?
Ci presentiamo con le nostre tre DOP storiche: Pecorino Romano, Pecorino Sardo e Fiore Sardo. Sono prodotti diversi, con caratteristiche specifiche, ma parlano tutti la stessa lingua: quella del territorio. In Sardegna l’allevamento estensivo è una realtà profondamente radicata, con un patrimonio di oltre 2,6 milioni di capi ovini.
Quanto è importante SIAL per creare nuove opportunità commerciali?
L’obiettivo è mettere le aziende sarde nelle condizioni di dialogare con un mercato sempre più ampio. In un contesto in cui molti sapori tendono a standardizzarsi, i nostri formaggi esprimono invece un’identità precisa e caratteristiche che nascono dal territorio.
Come affrontate i costi legati all’insularità?
Essere un’isola contribuisce a renderci riconoscibili, ma comporta costi strutturali oggettivi. Una delle priorità della Regione è ridurne l’impatto economico e mettere le imprese sarde nelle condizioni di competere ad armi pari.




