Presentata The Perfect Pitch, Cirielli: «Esempio di come pubblico e privato possano aiutare le startup a crescere»

Un format televisivo che racconta il percorso di internazionalizzazione di alcune startup italiane e che, secondo il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli, mostra come la collaborazione tra istituzioni e imprese possa trasformarsi in opportunità di crescita

È stata presentata oggi, in anteprima nella sede di Confindustria, The Perfect Pitch, la prima serie televisiva dedicata alle startup italiane prodotta da IlNewyorkese, Luckyhorn Entertainment e N41 Studios. Disponibile su Mediaset Infinity, la prima stagione segue il percorso di tre startup selezionate da RetImpresa nell’ambito del concorso ROCK per l’open innovation, dedicato alla mobilità sostenibile.

Grazie alla collaborazione con il Consolato d’Italia a Detroit, le startup Novac, Arlix e Limitless hanno avuto l’opportunità di volare negli Stati Uniti e confrontarsi con investitori e operatori economici del Midwest. Innovazione, comunicazione e visione internazionale sono i criteri cardine della serie, che affianca il racconto del valore tecnologico dei progetti alla capacità delle imprese di presentarsi e dialogare con il mercato americano. Un format che alterna intrattenimento, momenti formativi e sfide pensate per mettere alla prova i team, restituendo l’idea di cosa significhi oggi internazionalizzare una startup italiana.

All’evento era presente anche il Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, che ha definito The Perfect Pitch «un modo innovativo di raccontare il sistema delle imprese italiane e la loro capacità di crescere e internazionalizzarsi», spiegando come proprio per questo la Farnesina abbia deciso di sostenere il progetto. «È un’iniziativa che dimostra come la collaborazione tra pubblico e privato possa diventare un vero meccanismo di selezione, lancio e internazionalizzazione delle startup», ha aggiunto, sottolineando anche il ruolo di Confindustria e RetImpresa, «centrale nel sostenere chi fa innovazione, valorizzando reti, competenze e visione industriale».

Nel suo intervento, Cirielli ha definito la capacità produttiva italiana una forma di influenza internazionale: «La nostra capacità economica è un aspetto del soft power del Paese. Le imprese italiane, muovendosi nel mondo, dimostrano qualità, stile, capacità di adattamento ed empatia, e tutto questo rappresenta un valore aggiunto anche per la nostra diplomazia». Da qui il ruolo centrale della rete estera: «Accanto al ministero del Commercio estero c’è la rete delle ambasciate e dei consolati, che in questi anni ha ricevuto una direttiva chiara: sostenere con forza le opportunità economiche per le imprese italiane, come è avvenuto anche nel caso di Detroit».

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Francesco Caroli, nato a Taranto, ha iniziato a scrivere di musica e cultura per blog e testate online nel 2017. È autore per le riviste cartacee musicali L'Olifante e SMMAG! e caporedattore per IlNewyorkese. Nel 2023 ha pubblicato il saggio "Il mutamento delle subculture, dai teddy boy alla scena trap" per la casa editrice milanese Meltemi.

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