Pizza da Campioni, cinque pizze per celebrare i calciatori italiani che hanno fatto la storia

A New York si affida a cinque pizzaioli il racconto delle vittorie dell’Italia ai Mondiali del 1982 e del 2006, mentre cresce l’attesa per l’edizione del 2026 negli Stati Uniti

È inutile, che sia l’Italia o l’America, le prime due cose che ci vengono in mente quando pensiamo a qualcosa che sia in grado di unire il popolo italiano sono il calcio e il cibo – in questo caso, la pizza!

Devono essere state le stesse due cose che hanno pensato I Love Italian Food e la Columbus Citizen Foundation quando hanno deciso di lanciare Pizza da Campioni, il format pensato per avvicinarsi ai Mondiali di calcio del 2026, che si giocheranno tra Stati Uniti, Canada e Messico, segnando un ritorno del torneo sul suolo nordamericano a distanza di trent’anni dall’edizione del 1994,

Durante Pizza da Campioni, cinque pizzaioli tra i più rinomati a New York realizzeranno altrettante pizze dedicate a cinque protagonisti delle vittorie dell’Italia ai Mondiali del 1982 in Spagna e del 2006 in Germania, due momenti che rappresentano ancora oggi i principali riferimenti della storia sportiva recente della Nazionale. Quelle due competizioni hanno contribuito a consolidare l’immaginario internazionale dell’Italia calcistica, anche grazie alle figure di Paolo Rossi, Fabio Cannavaro e Andrea Pirlo, diventate veri e propri simboli dell’italianità anche fuori dall’ambito sportivo.

Certo, la Nazionale italiana sta attraversando una fase di ricostruzione anche a livello internazionale dopo questi due cicli vincenti, ma Pizza da Campioni è anche un modo per valorizzare il calcio in generale, soprattutto in un momento in cui negli Stati Uniti il movimento sta andando incontro ad una crescita significativa da una decina d’anni, anche grazie alla Major League Soccer e all’arrivo di giocatori europei.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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