Inkwaves, la rassegna narrativa dell’Istituto Italiano di Cultura

Diversi autori italiani sono chiamati a portare e parlare dei libri che più li hanno segnati in un dialogo con editori, traduttori ed accademici

Dopo il lancio di SuperBook, progetto dedicato alla promozione della narrativa italiana negli Stati Uniti attraverso incontri, premi e traduzioni e che ha portato a New York i vincitori dei più importanti premi letterari italiani, l’Istituto Italiano di Cultura a New York introduce ora Inkwaves, una nuova rassegna dedicata alla narrativa per mettere in contatto lettori e scrittori attraverso i libri preferiti di questi ultimi.

Inkwaves è infatti un ciclo di incontri all’interno del quale si chiederà a scrittori italiani contemporanei di raccontare un libro, scritto in inglese o in italiano, che ha inciso in modo rilevante sulla loro formazione. Una conversazione critica e personale, insomma, incentrata sulla lettura come esperienza fondativa. Il progetto è organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di New York insieme all’agenzia letteraria Alferj e prevede la partecipazione, accanto agli autori, di accademici, traduttori ed editori statunitensi.

Il primo appuntamento è fissato per oggi, mercoledì 8 aprile 2026 alle 18, nella sede dell’IIC a Manhattan. Protagonista sarà Chiara Barzini, scrittrice e sceneggiatrice italiana conosciuta soprattutto per il romanzo semi-autobiografico Things That Happened Before the Earthquacke, uno dei pochi bestseller italiani all’estero e scelto come Best Book del 2017 dal The Guardian. Barzini interverrà su The White Album di Joan Didion, raccolta di saggi pubblicata nel 1979 e considerata uno dei testi più rappresentativi del New Journalism americano. Il libro affronta la California tra gli anni Sessanta e Settanta attraversata da tensioni sociali, crisi ambientali e trasformazioni culturali, con un’attenzione particolare alla percezione del disordine e lo sguardo volto a metà tra la sfera privata e quella pubblica.

Il programma proseguirà il 22 aprile con Paolo Giordano, fisico e scrittore noto principalmente per La solitudine dei numeri primi (Premio Strega 2008), che porterà invece Infinite Jest di David Foster Wallace. Pubblicato nel 1996, Infinite Jest è uno dei testi più complessi della narrativa americana contemporanea, celebrato per la sua struttura frammentaria e labirintica e per l’analisi delle dipendenze, dell’intrattenimento e del rapporto tra tecnologia e attenzione.

Il ciclo si chiuderà il 24 giugno con Nicola Lagioia, scrittore e direttore editoriale, vincitore del Premio Strega 2015 con La ferocia, che ha scelto Gilead di Marilynne Robinson. Il romanzo, pubblicato nel 2004 e vincitore del Premio Pulitzer, è costruito come una lunga lettera scritta da un anziano padre ad un figlio che la leggerà solo quando sarà ormai scomparso. Robinson è una delle autrici statunitensi più studiate anche in ambito accademico europeo.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

Condividi questo articolo sui Social

Facebook
WhatsApp
LinkedIn
Twitter

Post Correlati

Ritorna il camping di lusso Governors Island

Se stai cercando una fuga perfetta dalla frenesia della città senza allontanarti troppo, Governors Island potrebbe essere la tua destinazione ideale. E se desideri trasformare questa breve fuga in un’esperienza indimenticabile, Collective Retreats è pronto ad accoglierti con le sue

Leggi Tutto »
Torna in alto