L’ultimo Mistero Buffo di Dario Fo, alla Casa Italiana Zerilli-Marimò

Un documentario racconta una delle ultime apparizioni pubbliche del premio Nobel italiano, seguendo il suo ritorno in scena con lo spettacolo che più di altri ha definito il suo teatro

Dario Fo ha portato per tutta la vita il teatro fuori dall’idea di un luogo ordinato, separato e rispettoso delle gerarchie. Con Mistero Buffo, lo spettacolo che debuttò alla fine degli anni Sessanta e che fu anche censurato, costruì una lingua fatta di dialetti, grammelot, satira religiosa e racconto popolare, usando la figura del giullare per parlare di potere, ingiustizia e autorità. Il documentario Dario Fo: l’ultimo Mistero Buffo, diretto da Gianluca Rame, parte da uno degli ultimi momenti di quella storia: il primo agosto 2016, a Roma, Fo ha novant’anni e sta per salire sul palco davanti a tremila persone con uno dei suoi lavori più conosciuti.

Il film, prodotto da Clipper Media e scritto da Gianluca Rame con Piero D’Onofrio, sarà proiettato mercoledì 13 maggio alle 20 alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University, nell’ambito di In Scena! Italian Theater Festival NY. La proiezione, in italiano con sottotitoli in inglese, dura 90 minuti. È possibile registrarsi qui per partecipare. Il documentario non si limita a seguire Fo nel backstage prima dell’ingresso in scena: allarga il racconto alle compagnie che, in diverse parti del mondo, hanno continuato a mettere in scena i suoi testi, adattandoli a contesti politici e linguistici molto diversi.

Tra questi ci sono il gruppo curdo Teatra Jiyana Nu, che a Istanbul porta in scena Clacson, trombette e pernacchi in curdo, dopo essere stato censurato dalle autorità turche con l’accusa di propaganda terroristica; e una compagnia di Buenos Aires che rilegge Morte accidentale di un anarchico a partire dal caso di Walter Bulacio, morto nel 1991 dopo essere stato fermato dalla polizia. In questo passaggio si capisce perché il documentario non è soltanto il racconto dell’ultima apparizione di un grande autore: mostra come il teatro di Fo abbia continuato a funzionare anche lontano dall’Italia, ogni volta che qualcuno lo ha usato per raccontare un abuso di potere, una censura, una morte rimasta senza giustizia. Nel frattempo, mentre si avvicina il momento dell’ingresso in scena, tornano anche Franca Rame, la loro corrispondenza e una vita condivisa tra palcoscenico, politica e lavoro teatrale.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

Condividi questo articolo sui Social

Facebook
WhatsApp
LinkedIn
Twitter

Post Correlati

Ritorna il camping di lusso Governors Island

Se stai cercando una fuga perfetta dalla frenesia della città senza allontanarti troppo, Governors Island potrebbe essere la tua destinazione ideale. E se desideri trasformare questa breve fuga in un’esperienza indimenticabile, Collective Retreats è pronto ad accoglierti con le sue

Leggi Tutto »

Un traguardo storico per la comunità italoamericana

L’artista italoamericana pluripremiata e promotrice culturale Danielle Marie Fusco, Direttrice Artistica de The Italian Arts Festival: The Spirit of Italy, è stata ufficialmente selezionata come artista protagonista del 20° anniversario della New York City Dance Parade and Festival, una delle

Leggi Tutto »
Torna in alto