Gli studi sul fascismo non riguardano solo la ricostruzione di un periodo storico chiuso e definito negli anni, ma diventano anche essere uno strumento per leggere fenomeni politici contemporanei, soprattutto quando categorie e linguaggi del Novecento tornano nel dibattito pubblico. Anche da qui nasce l’incontro del 9 aprile alla Casa Italiana Zerilli-Marimò, intitolato “Fascism, Then and Now: Continuities and Ruptures”, che propone un confronto tra l’approccio storico al fascismo l’e uso moderno che se ne fa del termine, per dividere quello che deriva direttamente dall’esperienza dei regimi fascisti e quello che, invece, appartiene a contesti politici diversi.
Le protagoniste sono Marla Stone, docente e responsabile del dipartimento di storia all’Occidental College, e Ruth Ben-Ghiat, professoressa alla New York University. Stone si occupa da decenni di fascismo italiano, cultura politica e rapporti tra Stato e produzione culturale nel Novecento europeo; tra i suoi lavori più citati ci sono The Patron State: Culture and Politics in Fascist Italy (1998) e The Fascist Revolution (2012), oltre a raccolte come Fascism in America (2022), che analizza la ricezione e le declinazioni del fenomeno negli Stati Uniti. Ben-Ghiat, con il suo libro Strongmen: Mussolini to the Present (2020), propone una lettura comparata dei leader autoritari del Novecento e contemporanei.
L’incontro si concentrerà principalmente sulle continuità e le rotture: da un lato, dunquem, l’analisi delle caratteristiche che definivano i regimi fascisti storici – come il controllo della propaganda, il rapporto diretto tra leader e massa, la costruzione del nemico politico; dall’altro, l’individuazione di ciò che è cambiato nei contesti attuali, dove la comunicazione digitale, la globalizzazione e le nuove forme di populismo modificano profondamente le dinamiche del consenso.




