All’ONU inaugurata la mostra sui giusti nello sport

Al Palazzo di Vetro un’esposizione per celebrare figure dello sport che si sono distinte per impegno civile e tutela dei diritti umani

È stata inaugurata il 16 giugno al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite la mostra “I Giusti nello Sport”, un progetto promosso dalla Fondazione Gariwo in collaborazione con la Rappresentanza permanente d’Italia presso l’ONU. L’esposizione sarà visitabile fino al 26 giugno.

La mostra raccoglie storie di atleti e figure legate allo sport che, in diversi contesti storici e geografici, si sono distinti per aver difeso diritti umani e dignità delle persone, spesso mettendo a rischio la propria vita. Tra i protagonisti ricordati e celebrati, Arpad Weisz, allenatore ungherese dell’Inter e del Bologna, vittima della Shoah, il campione di ciclismo Gino Bartali, impegnato durante la Seconda guerra mondiale nel salvataggio di numerosi ebrei colpiti dalle leggi razziali, la calciatrice afghana Khalida Popal e la nuotatrice siriana Yusra Mardini. Vite e storie di eroi quotidiani, maturate in contesti e luoghi diversi del mondo, che si intrecciano nel comune impegno di salvare vite umane e difendere la dignità di popoli a rischio.

All’inaugurazione sono intervenuti, il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, il rappresentante permanente italiano all’ONU Giorgio Marrapodi, il presidente della Fondazione Gariwo Gabriele Nissim, la sottosegretaria generale ONU per le Comunicazioni globali Melissa Fleming e il consigliere speciale ONU per la prevenzione del genocidio Chaloka Beyani. Presenti anche numerosi ambasciatori e funzionari delle Nazioni Unite e dei Paesi della comunità internazionale.

Nel suo intervento, Cirielli ha richiamato il valore della memoria e dell’esempio di queste figure: “Ricordare i Giusti significa trasmettere modelli concreti di responsabilità individuale. Lo sport, in questo senso, può essere uno strumento importante per favorire cooperazione, rispetto e comprensione tra le persone”. Il viceministro ha anche ricordato l’impegno del Ministero degli Affari Esteri nella valorizzazione di queste esperienze, tra cui l’istituzione del Giardino e del Viale dei Giusti alla Farnesina.

Gabriele Nissim ha sottolineato il ruolo dello sport come spazio di incontro e dialogo: “Lo sport insegna uguaglianza e relazioni. È uno dei pochi ambiti in cui, anche nei momenti più difficili, si crea un terreno comune tra individui e Paesi diversi. Durante le competizioni, spesso si sospendono i conflitti e si apre una possibilità di pace”.

La mostra, inizialmente presentata a Milano in occasione delle Olimpiadi invernali ha già toccato diverse città italiane prima di arrivare a New York.

L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di attività diplomatiche italiane alle Nazioni Unite. Il 17 giugno, infatti, è prevista una conferenza, alla presenza del Vice Ministro Cirielli, assieme al Vice Segretario dell’ONU Amina Mohammed e alla Presidente dell’Assemblea Generale Annalena Baerbock, dedicata all’obiettivo di sviluppo sostenibile numero 16 (pace, giustizia e istituzioni solide) organizzata dall’Italia insieme al Dipartimento ONU per gli Affari Economici e Sociali (UNDESA) e all’Organizzazione internazionale per il diritto dello sviluppo (IDLO).

Immagine di Elide Vincenti

Elide Vincenti

Laureata con lode in Letteratura Comparata e Arti dello Spettacolo presso la Sapienza di Roma, ha lavorato come Project Manager presso Italy-America Chamber of Commerce Southeast di Miami. Vive a New York, dove frequenta il corso di Master in Critical Journalism e Creative Publishing presso l’Università di New York, Parsons - The New School.

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