Che rapporto c’è tra la memoria storica di un Paese e le sue città, soprattutto quando quella memoria riguarda il colonialismo e le migrazioni? È quello che si indagherà durante la rassegna “Race, Migration, Italy”, ciclo di incontri promosso dalla Casa Italiana Zerilli-Marimò in collaborazione con il NYU Department of Italian Studies, che lunedì 23 marzo 2026 ospiterà a New York una lecture dedicata al rapporto tra eredità coloniale italiana e spazio urbano contemporaneo.
L’incontro, intitolato “Rethinking Rome. Colonial Markers, Black Activism, and the Struggle for Resignification”, sarà tenuto da Kwanza Musi Dos Santos, attivista ed educatrice impegnata sui temi dell’antirazzismo e della giustizia ambientale. La lecture analizzerà come la città di Roma, attraverso monumenti, toponomastica e architetture pubbliche, continui a riflettere – spesso in modo implicito – la storia coloniale italiana, rimasta a lungo marginale nel dibattito pubblico e anche nella memoria storica nazionale. Il punto di partenza è un’osservazione ormai consolidata anche in ambito accademico: lo spazio urbano non è neutrale, ma contribuisce a costruire e trasmettere narrazioni storiche e identitarie.
Il lavoro di Dos Santos si inserisce in un filone di studi e pratiche che negli ultimi anni ha acquisito visibilità anche in Italia, soprattutto dopo il 2020 e la diffusione globale delle mobilitazioni legate al movimento Black Lives Matter. In questo quadro, l’Italia ha iniziato a confrontarsi più apertamente con il proprio passato coloniale – che include l’occupazione di territori come Eritrea, Somalia, Libia ed Etiopia tra la fine dell’Ottocento e il periodo fascista – e con le sue conseguenze culturali e sociali. L’intervento metterà in evidenza le forme di attivismo sviluppate da comunità afrodiscendenti e ricercatori, tra cui pratiche di “risignificazione” degli spazi urbani, come campagne per la rimozione o contestualizzazione di statue e nomi di vie legati al colonialismo.
Dos Santos, formatasi tra l’Università Roma Tre, la Friedrich Schiller University Jena e la Tilburg University, è cofondatrice dell’associazione interculturale QuestaèRoma e membro dell’Advisory Board di Union of Justice, organizzazione europea guidata da persone di colore attiva sui temi della giustizia climatica e razziale. Il suo lavoro si colloca all’incrocio tra ricerca accademica e attivismo, con interventi in contesti internazionali come la Black Europe Summer School di Amsterdam e la partecipazione a produzioni mediatiche, tra cui un documentario di Vice News dedicato al movimento Black Lives Matter in Italia. L’evento è aperto al pubblico su registrazione e sarà interamente in lingua inglese.




