Negli ultimi anni, il grande cinema del Novecento è tornato a circolare soprattutto grazie alle piattaforme di streaming, che stanno riscoprendo e riproponendo titoli considerati fondamentali per capire come si è formato l’immaginario cinematografico contemporaneo. In questo filone rientra anche Nuovo Cinema Paradiso (commercializzato in inglese come Cinema Paradiso), il film diretto da Giuseppe Tornatore nel 1988 e che, a febbraio, entrerà nel catalogo di Paramount+.
Uscito alla fine degli anni Ottanta, Nuovo Cinema Paradiso è ambientato in un piccolo paese della Sicilia del dopoguerra e racconta la formazione umana e professionale di Salvatore Di Vita, un bambino che scopre il cinema come luogo di evasione e di apprendimento. La relazione con Alfredo, il proiezionista interpretato da Philippe Noiret, è il perno narrativo del film e rappresenta uno dei ritratti più noti del rapporto tra generazioni nel cinema italiano. Nel tempo, il film è stato spesso citato come esempio di racconto autobiografico filtrato attraverso la memoria collettiva del cinema di provincia: è un tema ricorrente nella produzione cinematografica di Tornatore, considerato tra i registi italiani contemporanei più importanti.

La ricezione critica del film è rimasta molto alta anche a distanza di decenni. Sull’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, Nuovo Cinema Paradiso registra un punteggio del 90 per cento tra i critici e del 96 per cento tra il pubblico, risultando tra i titoli più apprezzati della storia recente del cinema. Nelle sintesi critiche viene spesso definito un film capace di raccontare il ruolo delle sale cinematografiche come luoghi sociali, quando il cinema rappresentava uno dei principali strumenti di intrattenimento e di diffusione culturale.
Il successo di Nuovo Cinema Paradiso, che la BBC nel 2018 ha collocato al ventesimo posto tra i 100 migliori film di sempre non in lingua inglese, fu pressochè immediato: nel 1990 vinse l’Oscar per il miglior film straniero, mentre l’anno precedente aveva ottenuto il Grand Prix du Jury al Festival di Cannes. Nello stesso anno, il premio per il miglior film agli Oscar andò a Driving Miss Daisy e la cosa suscitò parecchie polemiche: è famoso il video della premiazione dove l’attrice Kim Bassinger criticò la scelta di escludere dalla lista dell’Academy il film Do The Right Thing (Fai la Cosa Giusta) di Spike Lee, in un momento in cui l’industria dell’intrattenimento faceva ancora fatica a riconoscere il contributo afroamericano al mondo dell’arte; per altri, il vincitore dell’Oscar sarebbe dovuto essere proprio Nuovo Cinema Paradiso.
Negli ultimi anni, il dibattito sulla rappresentazione del cinema internazionale nei grandi premi si è riaperto: questo è dovuto anche al successo di pellicole estere divenute dei blockbuster, tra cui il film coreano Parasite, che ha vinto l’Oscar come miglior film nel 2020: fu il primo film non in lingua inglese a ricevere la statuetta (e anche il primo film sudcoreano a vincere la Palma d’oro al Festival di Cannes). Proprio per questo, Nuovo Cinema Paradiso viene spesso citato come un titolo che, se distribuito oggi, potrebbe ambire a riconoscimenti ancora più ampi. Il suo arrivo in streaming offre quindi l’occasione di rivedere o scoprire un film che ha contribuito in modo significativo alla rinnovata attenzione internazionale verso il cinema italiano tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta.



