Un uomo di 36 anni, Mark Anderson, è stato arrestato mercoledì a New York con l’accusa di essersi presentato al carcere di Brooklyn fingendosi un agente dell’FBI per ottenere il rilascio di Luigi Mangione. Anderson, residente in Minnesota, ha sostenuto di avere un ordine del tribunale che autorizzava l’uscita dal carcere di Mangione, detenuto da dicembre 2024. Secondo quanto riferito dalle autorità, la richiesta è stata immediatamente respinta dagli agenti penitenziari, che hanno riscontrato incongruenze evidenti nella documentazione esibita.
Il tentativo, infatti, è apparso poco credibile fin dall’inizio. Anderson ha mostrato soltanto la propria patente di guida del Minnesota come presunta prova dell’appartenenza all’FBI e, nel corso del confronto con il personale della struttura, ha dichiarato di avere armi nello zaino. Subito dopo avrebbe lanciato alcuni documenti verso gli agenti. La perquisizione del suo zaino non ha però portato al ritrovamento di armi da fuoco o oggetti offensivi: al suo interno c’erano un forchettone da barbecue e un tagliapizza circolare. Anderson è stato arrestato sul posto e ora deve rispondere di vari capi d’accusa tra cui la sostituzione di persona, per essersi spacciato per un agente dell’FBI, e la minaccia alla sicurezza della struttura.
Luigi Mangione è detenuto in attesa di processo per l’omicidio di Brian Thompson, amministratore delegato della compagnia di assicurazioni sanitarie UnitedHealthcare, ucciso a colpi di pistola nel 2024. Il caso ha attirato molta attenzione negli Stati Uniti non solo per il profilo della vittima, ma anche per la reazione di una parte dell’opinione pubblica. Dopo l’arresto, Mangione ha ricevuto lettere, fotografie e offerte di sostegno economico per le spese legali, un fenomeno che le autorità e diversi osservatori hanno descritto come una forma di romanticizzazione della violenza.

Questa solidarietà fa in realtà il paio con la forte ostilità degli americani verso il sistema delle assicurazioni sanitarie statunitensi, spesso criticato per i costi elevati e per l’accesso diseguale alle cure. In alcuni messaggi circolati online, Mangione è stato rappresentato come una figura di rivalsa contro un settore percepito come ingiusto, nonostante la gravità delle accuse a suo carico. Il processo federale in cui è imputato dovrebbe iniziare a ottobre e chiarirà le responsabilità penali legate all’omicidio.




