Hoylman-Sigal contro l’ICE dopo la sparatoria a Marble Hill

Il presidente di Manhattan accusa l’amministrazione Trump e ricorda le segnalazioni dei residenti sulla crescente presenza degli agenti federali nel quartiere

«I residenti di Marble Hill denunciano da mesi una crescente presenza dell’ICE nel loro quartiere». Apre così la nota del presidente del distretto di Manhattan, Brad Hoylman-Sigal, a margine della sparatoria di giovedì 8 ottobre, quando un agente federale dell’immigrazione ha ferito un uomo durante un’operazione nella zona. Nel suo comunicato, Hoylman-Sigal ha accusato l’amministrazione Trump di mettere a rischio la sicurezza dei residenti.

«Per raggiungere i suoi obiettivi di deportazione di massa, l’amministrazione Trump sta mandando in fretta nelle nostre strade migliaia di nuovi agenti con una formazione scarsa o inesistente, lasciando loro mano libera e dando loro il mandato di terrorizzare le nostre comunità», continua la note. Il presidente di Manhattan ha descritto quanto accaduto come quello che sembra essere «l’ultimo di una serie di episodi in cui agenti federali hanno sparato», mentre l’ICE estende quella che ha definito una «campagna di terrore» nei quartieri del paese.

L’uomo ferito ha 28 anni ed è stato colpito al collo. Nell’auto con lui c’era un bambino di cinque anni, rimasto illeso. Secondo la responsabile della polizia di New York, Jessica Tisch, almeno l’agente dell’ICE ha esploso sette colpi. L’uomo è stato portato in ospedale in condizioni stabili; la polizia cittadina ha precisato di non aver partecipato all’operazione federale.

Hoylman-Sigal ha detto di essere in contatto con le autorità e con i membri della comunità presenti sul posto. La sua dichiarazione non aggiunge elementi sulla dinamica degli spari: contesta la gestione delle operazioni dell’ICE e le scelte dell’amministrazione che le dirige. Anche l’accusa sulla preparazione insufficiente dei nuovi agenti riguarda la politica federale di reclutamento; il comunicato non fornisce informazioni sulla formazione degli uomini coinvolti a Marble Hill.

Le segnalazioni richiamate dal presidente di Manhattan avevano già portato a un’iniziativa degli eletti locali. Il 5 ottobre, tre giorni prima della sparatoria, otto rappresentanti del Bronx e dell’Upper Manhattan avevano scritto ai proprietari del centro commerciale Shops at Marble Hill per chiedere chiarimenti sull’uso del parcheggio di Target da parte dell’ICE. Secondo le segnalazioni raccolte, gli agenti lo utilizzavano come punto di appoggio per le operazioni. Nella lettera, gli eletti chiedevano di interrompere eventuali autorizzazioni, salvo obblighi di legge. Target ha dichiarato di non avere accordi di collaborazione con le agenzie federali dell’immigrazione. Non è stato accertato un collegamento tra quelle segnalazioni e l’operazione di giovedì.

Il dipartimento per la Sicurezza interna ha confermato che un agente dell’ICE ha sparato durante un’operazione mirata a un arresto, senza spiegare che cosa abbia determinato l’uso dell’arma. Le telecamere della polizia cittadina hanno ripreso due agenti in borghese che si avvicinavano all’auto, uno con la pistola estratta, ma non il momento degli spari: il veicolo era già uscito dall’inquadratura.

Hoylman-Sigal ha concluso il suo intervento tornando sulla necessità di porre limiti alle operazioni dell’agenzia: «Abbiamo visto cosa succede quando l’ICE agisce senza controlli. I newyorkesi non lo accetteranno».

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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