William Herbert Foege, medico ed epidemiologo statunitense considerato una delle figure centrali della sanità pubblica del secondo Novecento, è morto a 89 anni nella sua casa di Atlanta per un’insufficienza cardiaca congestizia. La notizia è stata confermata al New York Times da Mark Rosenberg, collega e amico di lunga data. Foege è ricordato soprattutto per il ruolo decisivo nell’eradicazione del vaiolo, la prima e finora unica malattia infettiva completamente eliminata dalla storia dell’umanità.
Il suo nome è legato alla strategia della “vaccinazione ad anello”, sviluppata nei primi anni Settanta durante il lavoro in Africa occidentale per conto dell’Organizzazione mondiale della sanità. Foege contribuì a spostare l’approccio dalla vaccinazione di massa a un sistema di sorveglianza attiva: individuare rapidamente i casi, isolarli e vaccinare contatti e contatti dei contatti. Il metodo permise di interrompere le catene di contagio e portò all’eliminazione del vaiolo in Africa occidentale e centrale già nel 1970. Nel 1978 venne registrato l’ultimo caso al mondo, in Somalia, e nel 1980 l’Oms dichiarò ufficialmente eradicata la malattia.
Quel successo, ottenuto insieme ad altri epidemiologi come Donald Henderson e J. Donald Millar, rappresentò un punto di svolta nella sanità pubblica globale. Foege difese lo stesso approccio anche in India, uno degli ultimi Paesi in cui il vaiolo restò endemico fino alla metà degli anni Settanta, opponendosi alle pressioni politiche che spingevano per campagne indiscriminate di vaccinazione. La strategia di sorveglianza e contenimento contribuì alla scomparsa definitiva della malattia nel 1975.
Dal 1977 al 1983 Foege diresse i Centers for Disease Control and Prevention, durante le amministrazioni Carter e Reagan. In quegli anni ampliò il perimetro d’azione dell’agenzia includendo temi allora controversi come gli incidenti stradali e la violenza armata, attirandosi critiche e resistenze politiche. Affrontò anche le prime fasi dell’epidemia di Aids, difendendo la riservatezza dei pazienti e cercando fondi per la ricerca epidemiologica nonostante la forte stigmatizzazione e i tagli di bilancio. Nel 2012 ricevette dal presidente Barack Obama la Presidential Medal of Freedom.
Dopo l’esperienza alla guida dei Cdc, Foege si concentrò sulla salute globale dei bambini. Fu tra i promotori della Task Force for Child Survival, che contribuì a far crescere il tasso di vaccinazione infantile mondiale da circa il 15 per cento degli anni Ottanta a quasi l’80 per cento all’inizio degli anni Novanta. Successivamente fu direttore esecutivo del Carter Center e consulente di riferimento per la Fondazione Bill & Melinda Gates, influenzando la nascita di Gavi, l’Alleanza globale per i vaccini.
Negli ultimi anni era intervenuto più volte nel dibattito pubblico statunitense criticando le politiche sanitarie dell’amministrazione Trump e le posizioni antivacciniste del segretario alla Sanità Robert F. Kennedy Jr., che aveva definito «pericolose per la salute pubblica». Nato nel 1936 a Decorah, in Iowa, figlio di un pastore luterano, Foege si era laureato in biologia e medicina e aveva conseguito un master in sanità pubblica ad Harvard. Dal 1997 era professore alla Rollins School of Public Health dell’Università Emory. Lascia la moglie Paula, due figli, quattro nipoti e due pronipoti; un figlio, David, era morto nel 2007.




