Chi era Claudette Colvin, arrestata a 15 anni per aver rifiutato un posto “riservato” ai bianchi

Il suo arresto avvenne nel 1955 a Montgomery, mesi prima del caso Rosa Parks, e fu uno degli episodi che portarono alla decisione della Corte Suprema di dichiarare incostituzionale la segregazione sugli autobus: è morta ieri, 13 gennaio

Claudette Colvin è morta a 86 anni in Texas. La sua scomparsa è stata annunciata dalla Claudette Colvin Legacy Foundation. Colvin è stata una figura centrale, ma a lungo marginalizzata, della storia dei diritti civili negli Stati Uniti: il 2 marzo 1955, a Montgomery, in Alabama, venne arrestata per essersi rifiutata di cedere il posto su un autobus a una passeggera bianca, in violazione delle leggi segregazioniste allora in vigore. Il suo gesto avvenne nove mesi prima di quello di Rosa Parks, nella stessa città, e contribuì alle tensioni che portarono al boicottaggio degli autobus di Montgomery.

Colvin era nata il 5 settembre 1939 a Birmingham, una delle città simbolo della segregazione nel Sud degli Stati Uniti. Poco dopo la nascita venne affidata a Mary Anne e Q.P. Colvin, che la adottarono e si trasferirono a Montgomery. Crebbe in un sistema di scuole pubbliche rigidamente separate per bianchi e neri, regolato dalle cosiddette leggi Jim Crow, che disciplinavano l’accesso a servizi, trasporti e spazi pubblici. A quindici anni era già consapevole dei diritti costituzionali negati agli afroamericani, anche grazie alle lezioni di educazione civica seguite a scuola.

L’arresto avvenne mentre tornava a casa dopo le lezioni. Secondo la legge dell’Alabama, i passeggeri neri erano obbligati a cedere il posto ai bianchi se l’autobus si riempiva. Colvin si rifiutò, sostenendo che la Costituzione le garantisse quel diritto. Fu trascinata fuori dal mezzo, ammanettata e portata in prigione. Le accuse inclusero la violazione delle norme sulla segregazione e l’aggressione a un agente. La comunità afroamericana locale riuscì a pagare la cauzione, ma l’episodio ebbe conseguenze durature sulla sua vita personale e scolastica.

Nonostante l’importanza del gesto, Colvin non venne scelta come volto pubblico della protesta. I leader del movimento per i diritti civili, tra cui esponenti della NAACP, ritennero che la sua giovane età, l’origine familiare modesta e la gravidanza adolescenziale potessero essere usate per delegittimare la battaglia legale contro la segregazione. Il ruolo simbolico fu quindi assunto da Rosa Parks, adulta, lavoratrice e già attiva nell’associazionismo, considerata una figura più difficilmente attaccabile sul piano pubblico.

Il contributo di Colvin fu però decisivo sul piano giudiziario. Nel 1956 fu una delle quattro querelanti principali nel caso Browder v. Gayle, insieme ad Aurelia Browder, Susie McDonald e Mary Louise Smith. La causa arrivò fino alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che dichiarò incostituzionale la segregazione sugli autobus pubblici, ponendo fine ufficialmente a quella pratica in Alabama. Dopo quegli anni, Colvin si trasferì a New York, lavorò come infermiera e visse lontano dai riflettori. Solo decenni dopo la sua storia è stata riconosciuta come parte integrante della lotta per i diritti civili negli Stati Uniti.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Francesco Caroli, nato a Taranto, ha iniziato a scrivere di musica e cultura per blog e testate online nel 2017. È autore per le riviste cartacee musicali L'Olifante e SMMAG! e caporedattore per IlNewyorkese. Nel 2023 ha pubblicato il saggio "Il mutamento delle subculture, dai teddy boy alla scena trap" per la casa editrice milanese Meltemi.

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