La venticinquesima edizione del Tribeca Festival

118 lungometraggi e 86 cortometraggi, insieme per un'edizione record del festival creato da Robert De Niro, Jane Rosenthal e Craig Hatkoff

A venticinque anni dalla sua nascita, il Tribeca Festival torna a New York anche nel 2026. Nato nel 2001 su iniziativa di Robert De Niro, Jane Rosenthal e Craig Hatkoff come risposta culturale agli effetti degli attentati dell’11 settembre, il festival mantiene ancora oggi la funzione di piattaforma di lancio per i film indipendenti. L’edizione 2026, in programma dal 3 al 14 giugno, segna anche un record: 118 lungometraggi selezionati, di cui 103 anteprime mondiali, e una presenza internazionale che copre 44 paesi.

Tra le anteprime più attese c’è Happy Hours, film diretto e interpretato da Katie Holmes insieme a Joshua Jackson, reunion dal sapore fortemente nostalgico: i due hanno infatti recitato insieme in Dawson’s Creek, che tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila è stata la serie di riferimento per i teenager. E poi The Accompanist con Susan Sarandon e Aubrey Plaza e The Revisionist con Dustin Hoffman e Alison Brie. Più eterogeneo il cast di Only What We Carry, che riunisce Sofia Boutella, Charlotte Gainsbourg e Quentin Tarantino in versione attore.

Una parte significativa del programma è occupata dai documentari, che negli ultimi anni sono diventati uno degli assi centrali del festival. Tra questi, il film Girl From Hell’s Kitchen dedicato a Alicia Keys chiuderà la manifestazione, mentre Good Grief su Sara Bareilles sarà accompagnato da una performance dal vivo. Altri titoli guardano allo sport e alla politica: Born Melo su Carmelo Anthony, Chris & Martina: The Final Set con Chris Evert e Martina Navratilova, fino a Playing POTUS, che analizza la rappresentazione dei presidenti americani, e IX XI, costruito su testimonianze dirette dell’11 settembre. Non manca un focus artistico con un documentario su Jean-Michel Basquiat realizzato con il coinvolgimento della famiglia.

Dal punto di vista industriale, i numeri raccontano un festival sempre più orientato alla scoperta: 55 registi esordienti, il 48% dei film in concorso diretti da donne e il 50% firmato da filmmaker BIPOC. Anche il comparto cortometraggi mantiene questa linea, con 86 titoli e 45 anteprime mondiali distribuite tra fiction, documentario, animazione e videoclip.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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