Il MedFilm Festival arriva a New York, dal 16 al 18 aprile all’Istituto Italiano di Cultura

Il MedFilm Festival dal 16 al 18 aprile all’Istituto Italiano di Cultura di New York con una selezione di film dal Mediterraneo contemporaneo

Da più di trent’anni il MedFilm Festival lavora sulle cinematografie del Mediterraneo e sulle connessioni che attraversano quest’area. Nel 2026 questo lavoro esce per la prima volta dall’Italia e si sposta a New York: dal 16 al 18 aprile, l’Istituto Italiano di Cultura di New York ospita la prima edizione del MedFilm Festival a New York, portando nel cuore degli Stati Uniti una selezione di film e autori che riflettono la complessità di questo spazio culturale. 

La scelta di New York si inserisce in un percorso più ampio di internazionalizzazione del festival, che nel corso del 2026 prevede anche tappe in Tunisia e Marocco. In questo contesto, la città diventa un punto di incontro tra traiettorie diverse: un luogo in cui il Mediterraneo viene riletto attraverso uno sguardo esterno, entrando in dialogo con un pubblico globale e con una realtà urbana costruita sull’intreccio di culture e migrazioni. 

La rassegna propone nove titoli provenienti da Italia, Turchia, Algeria, Libano, Tunisia e Francia, coprodotti con altri paesi europei e mediterranei. La selezione, curata da Alessandro Zoppo, si configura come un attraversamento di linguaggi, generazioni e sensibilità, capace di restituire uno sguardo plurale e contemporaneo sul Mediterraneo e sulle sue relazioni con l’Europa. 

Ad aprire il festival è Burning Days di Emin Alper, un thriller che segue la vicenda di un giovane magistrato alle prese con la sua prima indagine per omicidio. Il racconto si sviluppa rapidamente in una riflessione sulle dinamiche di potere e sui conflitti politici che attraversano il contesto locale, costruendo una narrazione che unisce tensione narrativa e osservazione sociale. 

La programmazione prosegue con I diari di mio padre di Ado Hasanović, documentario autobiografico che intreccia materiali d’archivio familiari e memoria storica. Attraverso i video girati dal padre del regista a partire dal 1993, il film ripercorre la vita quotidiana a Srebrenica, offrendo uno sguardo intimo su una delle pagine più traumatiche della storia europea recente. 

L’evento di chiusura è The Last Queen (La dernière reine) di Adila Bendimerad e Damien Ounouri, ambientato nell’Algeria del XVI secolo. Il film ricostruisce la figura della regina Zaphira, inserendola in un racconto che mescola storia e immaginario, tra dimensione epica, attenzione ai dettagli scenografici e rilettura di un passato poco rappresentato. 

Accanto ai lungometraggi, il festival presenta anche una selezione di sei cortometraggi realizzati da autori provenienti da diversi paesi del Mediterraneo. I titoli spaziano da produzioni italiane a opere francesi, libanesi e tunisine, affrontando temi contemporanei e sperimentando linguaggi visivi diversi. Questa sezione contribuisce a delineare un panorama in evoluzione, attento alle nuove forme espressive e alle trasformazioni in atto nel cinema dell’area. 

Nel loro insieme, i film costruiscono un archivio di immagini che attraversa tempi e spazi diversi, mantenendo una forte relazione con il presente. Il MedFilm Festival a New York si configura così come un dispositivo di circolazione culturale, capace di mettere in relazione contesti differenti e di attivare nuove letture attraverso il confronto tra pubblici, autori e opere.

In questo senso, il passaggio a New York non rappresenta solo un’espansione geografica, ma un’estensione del campo di osservazione: un modo per ridefinire le connessioni tra Mediterraneo e resto del mondo, portando queste storie dentro un contesto globale e aprendo ulteriori possibilità di dialogo.

Immagine di Monica Straniero

Monica Straniero

Monica Straniero è una giornalista e collabora con testate italiane e internazionali. Si occupa di cultura pop, storie urbane e immaginari contemporanei.

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