Carlo Rambaldi, una stella a Hollywood per l’artista che diede vita a E.T.

Il maestro italiano degli effetti speciali e tre volte premio Oscar riceve la stella sulla Walk of Fame: il tributo di Hollywood al genio dietro E.T., Alien e King Kong

Le sue creature hanno attraversato galassie, popolato incubi e commosso generazioni. Ora anche il nome di Carlo Rambaldi trova un posto nel paesaggio di Hollywood. Il 15 ottobre il maestro italiano degli effetti speciali ha ricevuto una stella postuma sulla Walk of Fame, nella categoria cinema. A scoprirla è stata la figlia Daniela, accompagnata dalle nipoti Cristina e Alessandra: un momento che ha riunito il ricordo familiare e il riconoscimento pubblico di una carriera capace di lasciare un segno nella storia del grande schermo.

La stella numero 2.860 si trova al 1611 di Vine Street, vicino all’incrocio con Hollywood Boulevard. Il tributo celebra un artista il cui volto è rimasto meno conosciuto dei personaggi ai quali ha dato movimento. Milioni di spettatori hanno incontrato il suo lavoro negli occhi di E.T., nei movimenti della testa di Alien e nelle creazioni meccaniche realizzate per King Kong. Dietro quelle presenze c’era un italiano capace di trasformare materiali e ingranaggi in qualcosa che il pubblico potesse percepire come vivo.

Nato il 15 settembre 1925 a Vigarano Mainarda, in provincia di Ferrara, Rambaldi crebbe coltivando insieme la passione artistica e la curiosità per i meccanismi. Nell’officina di biciclette del padre imparò a osservare leve e movimenti; con l’argilla costruiva piccoli oggetti e giocattoli. Gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna consolidarono una formazione che avrebbe accompagnato tutta la sua carriera. Prima del successo nel cinema vennero la pittura e la scultura: discipline che gli insegnarono a pensare volumi, proporzioni ed espressioni.

Nel cinema italiano lavorò con autori come Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini e Dario Argento. Furono anni di ricerca e sperimentazione, durante i quali mise le proprie competenze al servizio di racconti e immaginari diversi. Per l’Odissea televisiva contribuì alla realizzazione di Polifemo, costruendo una testa meccanica che permetteva di animare l’occhio del gigante. In Profondo rosso partecipò alla costruzione dell’universo inquietante di Argento. Ogni progetto richiedeva una soluzione concreta a un problema narrativo: rendere credibile ciò che davanti alla macchina da presa non esisteva ancora.

La svolta americana arrivò con Dino De Laurentiis, che lo coinvolse nel King Kong del 1976. Rambaldi realizzò il gigantesco gorilla meccanico e altri elementi utilizzati nelle riprese, tra cui il braccio che interagiva con Jessica Lange. Il lavoro gli valse nel 1977 il primo riconoscimento agli Oscar. Seguirono quello del 1980 per Alien e quello del 1983 per E.T. Tre tappe che raccontano anche la varietà del suo talento, capace di passare dalla forza di un gigante alla minaccia di un predatore extraterrestre, fino alla fragilità di una creatura smarrita.

Per Alien, diretto da Ridley Scott, Rambaldi progettò i meccanismi della testa della creatura concepita dall’artista svizzero H.R. Giger. Con Steven Spielberg lavorò prima a Incontri ravvicinati del terzo tipo e poi a E.T. Qui la sfida assumeva un carattere diverso: costruire un personaggio che potesse sostenere il centro emotivo del film. Il movimento degli occhi, il collo, le espressioni del volto dovevano permettere agli attori e agli spettatori di entrare in relazione con lui. La tecnica diventava così parte della recitazione.

Durante la cerimonia, il racconto delle nipoti ha restituito anche la dimensione privata di Rambaldi. Il laboratorio era stato per loro un luogo dell’infanzia, dove disegnare, inventare giochi e sperimentare accanto al nonno. La consapevolezza della sua notorietà sarebbe arrivata crescendo. La giornalista Silvia Bizio, che ha presentato l’omaggio, ha ricordato quel mondo di creature e invenzioni. Presente anche Antonio Saccone, presidente di Cinecittà, che ha sostenuto la candidatura alla stella.

Il percorso artistico di Rambaldi viene raccontato anche dalla mostra Carlo Rambaldi: Dreaming the Cosmos, ospitata all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles fino al 31 dicembre. Dipinti, sculture, le tre statuette degli Oscar e una testa animatronica di E.T. realizzata per il centenario invitano a conoscere l’autore oltre i suoi personaggi più celebri. La stella aggiunge ora un luogo pubblico a questa memoria: uno spazio nel quale fermarsi e riconoscere, dietro la magia del cinema, il lavoro e l’immaginazione di chi l’ha resa possibile.

Immagine di Veronica Maffei

Veronica Maffei

Veronica Maffei, giornalista italiana a Los Angeles, racconta la West Coast attraverso cultura, lifestyle, tech e sport. Specializzata nel valorizzare le eccellenze italiane in America, collabora con Mediaset, RAI Cinema, Radio 24 e Italpress. Con passione e professionalità, intreccia storie che uniscono due mondi, portando il meglio dell’Italia negli USA e viceversa.

Condividi questo articolo sui Social

Facebook
WhatsApp
LinkedIn
Twitter

Post Correlati

Ritorna il camping di lusso a Governors Island

Se stai cercando una fuga perfetta dalla frenesia della città senza allontanarti troppo, Governors Island potrebbe essere la tua destinazione ideale. E se desideri trasformare questa breve fuga in un’esperienza indimenticabile, Collective Retreats è pronto ad accoglierti con le sue

Leggi Tutto »
Torna in alto