Fancy Food Show 2025: le opportunità delle imprese nel settore gastronomico secondo Raimondo Lucariello di ITA

In occasione della Winter Edition del Fancy Food Show 2025 a Las Vegas, abbiamo intervistato Raimondo Lucariello, responsabile food dell’Italian Trade Agency. Questo evento, che rappresenta un’importante vetrina per il made in Italy, ha visto la partecipazione di numerose aziende consolidando il padiglione Italia, Country Partner del Fancy Food, come il primo padiglione internazionale della manifestazione. Lucariello ci racconta le opportunità offerte alle piccole e medie imprese italiane e come il nostro paese si affermi nel competitivo mercato americano del food. E poi c’è la percezione del cibo italiano negli Stati Uniti e il fondamentale ruolo educativo dell’Italian Trade Agency nell’introdurre le eccellenze gastronomiche italiane. Tutto all’insegna del grande sogno: vedere riconosciuto il cibo italiano come patrimonio dell’UNESCO.

Come sta andando la manifestazione?

La manifestazione sta andando molto bene. Abbiamo circa 77 aziende e 101 stand, e ci confermiamo come primo padiglione internazionale all’interno delle Fancy Food. Questo è il quarto anno in cui siamo Country Partner, e siamo un punto di riferimento per gli operatori economici americani. Le aziende con cui abbiamo parlato sono molto soddisfatte.

Qual è il significato di questo evento per le piccole e medie imprese italiane?

È fondamentale ricordare l’attività di assistenza che forniamo alle piccole e medie imprese italiane. Organizziamo attività in fiera, offrendo assistenza legale e tecnica per la partecipazione e l’esportazione dei prodotti.

Che opportunità ci sono per i micro brand?

Le piccole aziende hanno la possibilità di trovare il loro posizionamento nel mercato statunitense grazie al nostro supporto e all’organizzazione di eventi che facilitano l’incontro con buyer.

Qual è la percezione del food italiano negli Stati Uniti?

La percezione è sempre positiva. Gli americani amano i prodotti italiani, ma non sempre conoscono la varietà che abbiamo da offrire. Il nostro ruolo è educativo, presentando nuovi prodotti e le eccellenze del made in Italy.

Cosa ci puoi dire sul riconoscimento del cibo italiano come patrimonio dell’UNESCO?

È fondamentale riconoscere l’importanza della convivialità legata al mangiare italiano. Questo riconoscimento è importante perché la cucina italiana rappresenta molto più di un semplice nutrimento; è una parte essenziale della nostra cultura.

Quali anticipazioni hai per il New York Summer Fancy Food del giugno 2025?

Stiamo già preparando il padiglione, che raggiungerà nuovi record. Quest’anno abbiamo avuto un picco di esportazione nel settore food e wine, con 7,8 miliardi di dollari. Sarà la più grande fiera di sempre, e ci aspettiamo un evento incredibile.

Hai un messaggio finale per il pubblico?

Vogliamo ringraziare Universal Marketing, la Specialty Food Association e l’Italian Trade Agency. Questo lavoro non sarebbe possibile senza il supporto delle istituzioni e del sistema diplomatico italiano. Ci vediamo a New York!

Un sentito ringraziamento all’Italian Trade Agency, alla Specialty Food Association e a Universal Marketing per averci ospitato in questo prestigioso evento.

Immagine di Davide Ippolito

Davide Ippolito

Davide Ippolito, nato a Napoli e residente a New York, è esperto di reputazione, editore e produttore. È fondatore de ilNewyorkese e di N41 Studios, oltre che Direttore scientifico dell’Italian American Reputation Lab. Da anni affianca organizzazioni e istituzioni su strategie di posizionamento, internazionalizzazione e reputazione. È protagonista per Mediaset della serie The Perfect Pitch e firma una rubrica su Rai Italia all’interno del programma Paparazzi. Nel settore audiovisivo ha diretto tre film e cinque documentari, mentre come autore ha pubblicato cinque libri, due dei quali distribuiti da Mondadori. Ha inoltre svolto attività di docenza e formazione presso l’Università La Sapienza di Roma, la Emory University di Atlanta e diverse realtà di formazione manageriale.

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