In un’epoca segnata da innovazioni tecnologiche che stanno rivoluzionando il modo di comunicare, lavorare e vivere, le parole di Papa Leone XIV risuonano come un appello fondamentale e imprescindibile: “Non fermare le nuove tecnologie, ma governarle”. Con il suo messaggio per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, il Pontefice invita a un uso consapevole, etico e responsabile dell’intelligenza artificiale (IA) e delle innovazioni digitali, sottolineando che queste devono diventare alleate dell’uomo, non oracoli onniscienti o sostituti delle relazioni autentiche.
Il messaggio di Leone XIV, pubblicato il 24 gennaio in occasione di San Francesco di Sales, patrono della stampa cattolica, si inserisce in un momento storico in cui le innovazioni digitali avanzano a ritmo sostenuto, portando con sé benefici enormi ma anche rischi e insidie. Tra questi, il Papa evidenzia la pericolosa concentrazione di potere nelle mani di poche grandi aziende, le quali, attraverso sistemi algoritmici e intelligenze artificiali, detengono un controllo oligopolistico che può influenzare sottilmente i comportamenti individuali e collettivi, riscrivendo anche la storia, spesso senza che l’utente ne sia consapevole.
Dietro questa “forza enorme invisibile” si celano alcune delle aziende più potenti al mondo, spesso presentate come i “creatori della persona dell’anno 2025”, cioè gli architetti dell’Intelligenza Artificiale. La loro azione, secondo Leone XIV, richiede una regolamentazione etica e politica forte, per evitare che sistemi algoritmici orientino le opinioni, alimentino false narrazioni e limitino la libertà di pensiero.
Il Papa non si limita a denunciare i pericoli, ma propone una strada di guida e di governo condiviso dell’innovazione digitale. La sfida, afferma, non è nel bloccare il progresso, bensì nell’indirizzarlo verso fini umani e socialmente benefici. È fondamentale che le tecnologie avanzate siano utilizzate come strumenti di supporto alle relazioni umane, non come sostituti o oracoli che pretendono di avere tutte le risposte.
In questo senso, Leone XIV sottolinea che la vera sfida è di natura antropologica. “Custodire i volti e le voci umani” significa preservare l’essenza della nostra umanità di fronte alle sofisticate imitazioni create dall’IA. La comunicazione autentica, fatta di volti e voci reali, è un dono di Dio, che ci distingue dalle macchine e ci definisce come creature create a sua immagine e somiglianza.
Il tema scelto per l’Edizione 2026 della Giornata delle Comunicazioni Sociali, “Custodire voci e volti umani”, evidenzia la centralità della dimensione relazionale e spirituale della comunicazione. Leone XIV ricorda che non siamo fatti di algoritmi, ma di relazioni autentiche, di emozioni, di pensieri e di sentimenti che emergono dalla nostra vita e dalla nostra fede. La tecnologia, se mal governata, rischia di alterare questa fondamentale dimensione antropologica, minando la capacità di ascolto, di empatia e di amicizia.
La digitalizzazione può portare a un indebolimento della capacità di pensiero critico, favorendo bolle di consenso e polarizzazioni sociali. Gli algoritmi progettati per massimizzare il coinvolgimento sui social media premiano le emozioni rapide, incentivando reazioni impulsive e superficialità, e riducendo la profondità della riflessione umana. La dipendenza da IA, spesso percepita come una “amica” onnisciente, può logorare la nostra capacità di analisi, di creatività e di discernimento, portandoci a una sorta di “dipendenza cognitiva”.
Uno degli aspetti più inquietanti affrontati dal Papa riguarda la diffusione di contenuti manipolati e ingannevoli, come i deepfake, che creano realtà parallele, e la distorsione delle informazioni attraverso bias algoritmici. Questi strumenti possono generare allucinazioni digitali, alimentare false notizie e manipolare l’opinione pubblica, favorendo la disinformazione e la perdita di fiducia nei media e nelle istituzioni.
Il rischio di “realtà parallele” dove la percezione della verità viene sovvertita è un pericolo reale, che richiede attenzione e responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti: piattaforme, legislatori, giornalisti e cittadini. La crisi del giornalismo, la crisi delle fonti affidabili, la proliferazione di fake news sono terreno fertile per le manipolazioni, e il Papa invita a vigilare sulla verità, a rispettare la dignità umana e a promuovere un’informazione trasparente e responsabile.
Per affrontare questa complessità, Leone XIV propone tre pilastri fondamentali: responsabilità, cooperazione ed educazione.
La responsabilità riguarda chi guida le piattaforme online, i sistemi di IA e le aziende tecnologiche deve agire con etica, facendo prioritario il rispetto della dignità umana e del bene comune. La trasparenza nei sistemi algoritmici, la moderazione dei contenuti e la tutela della privacy sono elementi imprescindibili. Anziché puntare esclusivamente al profitto, le strategie devono privilegiare valori sociali e umani.
La cooperazione per affrontare la sfida digitale, la quale richiede uno sforzo collettivo. Nessun attore può affrontarla da solo. È necessario creare meccanismi di collaborazione tra governi, imprese, società civile e comunità religiose. Solo attraverso un dialogo aperto e condiviso si può costruire una governance dell’IA che tuteli la dignità di tutti e favorisca un’innovazione responsabile.
L’Educazione, perché la formazione è il pilastro su cui si può costruire una cittadinanza digitale consapevole. L’alfabetizzazione ai media, all’informazione e all’intelligenza artificiale deve entrare nei sistemi educativi di ogni livello, dalle scuole ai percorsi universitari, fino ai programmi di formazione per adulti e anziani. La capacità di pensiero critico, di discernimento e di responsabilità digitale sono strumenti fondamentali per affrontare le sfide del nostro tempo.
Il Papa evidenzia che l’educazione non può limitarsi a insegnare l’uso tecnico delle tecnologie, ma deve anche coinvolgere dimensioni etiche, spirituali e umanistiche. Solo così si può sviluppare una “tecnologia umana”, che rispetti la dignità e la libertà di ogni persona. La spiritualità, in particolare, può rappresentare un antidoto alle tentazioni di manipolazione e disumanizzazione, ricordando che la comunicazione autentica è un dono divino e un valore fondamentale.
Papa Leone XIV sottolinea che l’Intelligenza Artificiale non è un oracolo destinato a sostituire l’uomo, ma uno strumento da governare con sapienza e responsabilità. Essa può essere un’alleata preziosa per migliorare la vita delle persone, rafforzare le relazioni e promuovere il bene comune, purché venga guidata da principi etici e umani.
Il Papa invita tutti – governi, imprese, cittadini e credenti – a “custodire voci e volti umani”, a non perdere di vista la dimensione personale e spirituale della comunicazione. La vera sfida è custodire noi stessi, mantenendo vivo il senso di umanità, empatia e verità in un mondo sempre più digitalizzato.
Il messaggio di Papa Leone XIV rappresenta un appello a un uso saggio e illuminato delle tecnologie digitali e dell’Intelligenza Artificiale. Non dobbiamo temere il progresso, ma dobbiamo governarlo con responsabilità, cooperazione e educazione, affinché le innovazioni siano strumenti di crescita umana e sociale, non di disumanizzazione. Solo così potremo garantire che le nuove tecnologie siano realmente alleate dell’uomo, contribuendo a custodire e valorizzare i volti e le voci di tutta l’umanità, in un mondo più giusto, più autentico e più vicino a Dio.




