Negli Stati Uniti Storie di Pizza: American Dream arriva prima del previsto. L’uscita, inizialmente programmata più avanti nel calendario, è stata anticipata al 20 gennaio 2026 dopo la circolazione del film su Prime Video in Italia.
Il documentario segue la pizza nel suo spostamento dall’Italia agli Stati Uniti, osservandola come mestiere prima ancora che come simbolo. Il punto di vista non è quello della celebrazione, ma quello del lavoro: forni, impasti, scelte imprenditoriali, adattamenti necessari quando una tradizione si confronta con un altro mercato e con un altro pubblico. La pizza diventa così uno strumento narrativo per raccontare identità professionali che si trasformano senza azzerarsi.
Il progetto si è sviluppato con il supporto di Mulino Caputo, Ciao Pomodori, Sorì, Oro Campania e Stefano Ferrara Forni. La presenza di queste realtà accompagna il film lungo tutto il suo percorso, inserendosi in una narrazione che tiene insieme filiera produttiva, qualità delle materie prime e continuità del sapere artigianale, senza mai spostare il racconto su un piano promozionale.
Il produttore Bruno Avagliano legge l’anticipo dell’uscita americana come una conseguenza naturale del percorso del film, più che come un risultato da rivendicare. Il lavoro, spiega, è rimasto coerente dall’inizio, senza adattamenti pensati per rendere il racconto più esportabile.
Per il regista Luca Carcano il centro del film non è la pizza in sé, ma le persone che la attraversano. Le storie raccontate parlano di sogni, di sacrifici e di identità che si ridefiniscono nel passaggio da un paese all’altro, mantenendo però un legame riconoscibile con il punto di partenza.
Secondo il critico gastronomico Luciano Pignataro, il film evita le semplificazioni tipiche del racconto gastronomico e riesce a collocare la pizza in una dimensione culturale più ampia, dove il legame con le radici resta leggibile anche quando il contesto cambia.




