È solo un’impressione o forse è tornato il cinema americano? E con esso anche gli autori e registi capaci di proporre al pubblico, finalmente, delle storie di un certo spessore? Con trame forti, coraggiose e al tempo stesso capaci di intrattenere? A quanto pare sembra proprio questa la sensazione che ha lasciato il nuovo film della coppia Ben Affleck e Matt Damon, dal titolo The Rip – Soldi Sporchi, uscito sulla piattaforma Netflix lo scorso 16 gennaio.
Una sensazione molto positiva che, se da un lato ci fa ben sperare, dall’altro pone l’accento su una determinata questione che sta tenendo banco da diverso tempo ormai e che sembra essere volta al termine. Ma ogni cosa a suo tempo. The Rip, nella sua essenza, è un film di genere poliziesco, con forti tinte noir ed action, contraddistinto da dialoghi duri e che non si sentivano da tempo; da molto tempo.
Apparentemente semplice nella trama, il film narra la pericolosa indagine di due agenti speciali della polizia della città di Miami, un tenente ed un sergente, di nome Dane Dumers e J.D. Byrne, rispettivamente interpretati da Damon e da Affleck, operanti presso la Tactical Narcotics Team, una squadra speciale della polizia della contea di Miami-Dade. I due si ritrovano a proteggere un’ingente somma di denaro, ben 300 milioni di dollari, scovata durante una retata apparentemente improvvisata, ai danni di un gruppo di trafficanti di droga. L’operazione segreta, che ha preso il via a seguito del brutale omicidio del capitano del dipartimento di polizia, culminerà con un violento scontro finale.
Diretto dal regista Joe Carnahan, non nuovo a questa tipologia di opere come Stretch – Guida o muori, Narc – Analisi di un delitto, Quello che non ti uccide, Copshop – Scontro a fuoco e Shadow Force – Ultima missione; senza dimenticare, persino, il remake dell’omonima serie TV anni ’80 A-Team, in cui avrebbe preso parte anche come attore, The Rip è un film dai toni essenzialmente cupi, dove le spiagge assolate e paradisiache lasciano spazio a un quartiere residenziale silenzioso, lasciato quasi a sé stesso, oscuro.
Sia il soggetto che la sceneggiatura sono stati realizzati dallo stesso regista, in collaborazione con Michael McGrale. Un soggetto e una sceneggiatura che hanno visto lo sviluppo di una storia in un arco temporale che si dipana dal tardo pomeriggio a una sola notte, il cui epilogo raggiunge il suo culmine quasi all’alba.
Pochi, però, sono consapevoli del fatto che questo film sia liberamente ispirato a una vicenda realmente accaduta nella Miami di metà anni ’80, proprio nel periodo in cui venne realizzata la leggendaria serie televisiva Miami Vice, con Don Johnson e Philip Michael Thomas.
In quegli anni, in quel territorio, era presente un gruppo di poliziotti che non operava secondo le regole. Un classico, quanto il maggiordomo che è sempre colpevole nei romanzi gialli di qualsiasi autore.
Il giallo, reale e ufficiale, viene a galla il 28 luglio del 1985, una triste giornata anche in Italia con l’assassinio del commissario Beppe Montana del pool antimafia, quando vennero rinvenuti tre cadaveri nel fiume della città della Florida. Inizialmente si ipotizzò una retata, o comunque un raid delle forze dell’ordine andato male, ma con il tempo si scoprì l’altra faccia della medaglia.
Difatti, si trattava di un furto di droga commesso proprio dagli stessi agenti di polizia. In tutto erano diciannove elementi del corpo di polizia di Miami i quali, a partire dal 1984, stesso anno di produzione della prima stagione di Miami Vice, commisero reati come il possesso di droga, l’omicidio, il racket, la rapina e, addirittura, continue violazioni dei diritti civili e cospirazione.
Tornando al film, il cast è composto, oltre che dalle stelle hollywoodiane già citate e che si sono ritrovate su un set cinematografico a distanza di ben trent’anni dal vincente e leggendario film con Robin Williams Will Hunting – Genio ribelle, da Sasha Calle, l’ex Supergirl vista al cinema nella sfortunata versione cinematografica di The Flash; Steven Yeun, il mai dimenticato Glenn di The Walking Dead; e Kyle Chandler, l’indimenticato protagonista della serie televisiva, anni ’90, Le ultime dal cielo.
Un cast d’eccezione per un poliziesco di altri tempi che, purtroppo, non è uscito direttamente nelle sale cinematografiche, ponendo l’accento, seppur in via del tutto indiretta, sull’acquisizione della stessa Netflix della Warner Bros. Di fatto, se alcune opere escono direttamente sulle piattaforme e non più sul grande schermo, allora il problema non solo si pone, ma ci si dovrebbe chiedere se sia in atto la mera scomparsa del cinema o una sua naturale evoluzione.




