È stato inaugurato nel Bronx il murale più alto degli Stati Uniti

Realizzato sulla facciata di un edificio di edilizia pubblica dall'artista dominicano Angurria, occupa 29 piani ed è stato progettato insieme ai residenti

Su un edificio di edilizia pubblica del Bronx, a New York, è comparso un murale alto più di 93 metri, quanto un palazzo di 29 piani. Si chiama Un MAR de Gente / From Every Shore e raffigura alcune scene della vita quotidiana del quartiere: una nonna con una bambina in braccio, persone di origini diverse riunite insieme e due bambini che giocano vicino a un idrante. Secondo gli organizzatori, è il murale più alto degli Stati Uniti. È stato inaugurato il 27 ottobre nel complesso residenziale Morrisania Air Rights, nel South Bronx.

L’opera è stata realizzata dall’artista dominicano Néstor Omar García, conosciuto come Angurria, con la collaborazione dell’artista del Bronx Fernando Ortiz e dell’organizzazione ArtBridge, che promuove progetti di arte pubblica. Occupa la facciata sud-occidentale di una delle tre torri del complesso, situato nei pressi di East 158th Street e Park Avenue, nel quartiere di Melrose.

Per dipingerla, Angurria ha lavorato insieme agli artisti Johann Baez, conosciuto come Dovente, e Mario Resende, detto Son Coro. Secondo quanto raccontato al New York Post, sono serviti 22 giorni di pittura, circa 700 bombolette spray, colori acrilici e un rivestimento protettivo. Lavorare su una superficie così alta ha richiesto l’utilizzo di piattaforme sospese, con turni prolungati e condizioni rese più difficili dal vento.

La parte più importante del progetto, però, è cominciata prima dei lavori. Per circa cinque mesi ArtBridge e gli artisti hanno incontrato gli abitanti del complesso per raccogliere ricordi, suggerimenti e storie personali. Durante gli incontri sono stati discussi anche i dettagli più piccoli delle figure da rappresentare, dagli abiti alle acconciature. Il risultato è un’immagine costruita a partire dalle esperienze delle persone che vivono nell’edificio.

La figura della donna con i bigodini, nella parte superiore del murale, richiama anche l’infanzia di Angurria a Los Alcarrizos, nella Repubblica Dominicana. Sua madre gestiva un salone di bellezza e le donne del quartiere vi si ritrovavano per farsi sistemare i capelli. Quell’immagine è diventata uno degli elementi ricorrenti del suo lavoro artistico, nel quale le scene della vita dominicana occupano un posto centrale.

Altri dettagli sono stati suggeriti direttamente dagli abitanti. Tra le figure compaiono una donna che indossa l’hijab e un bambino con cuffie antirumore, inseriti per rappresentare anche la comunità musulmana e le persone con particolari esigenze sensoriali. I bambini che giocano con l’acqua di un idrante richiamano invece una scena tipica delle estati newyorkesi.

Il complesso Morrisania Air Rights è stato costruito nel 1980 sopra i binari della Metro-North, sfruttando i diritti edificatori dello spazio sovrastante la ferrovia. Comprende tre torri e ospita circa 1.950 persone. È gestito dalla New York City Housing Authority (NYCHA), l’ente pubblico responsabile di una parte consistente degli alloggi a canone agevolato della città.

Il progetto è stato finanziato anche attraverso un contributo di 165mila dollari del fondo M·A·C VIVA GLAM ad ArtBridge, con il sostegno del Public Housing Community Fund. Il finanziamento ha coperto attività legate alla realizzazione dell’opera e al coinvolgimento degli abitanti.

Per Tanya Pedler, presidente dell’associazione dei residenti di Morrisania Air Rights, il murale ha un significato particolare per i bambini che vivono nel complesso, perché permette loro di riconoscere persone e storie simili alle proprie in un’opera pubblica di grandi dimensioni.

Angurria ha raccontato di aver ritrovato nel South Bronx qualcosa del quartiere dominicano in cui è cresciuto: famiglie, abitudini e rapporti di vicinato. L’intenzione, ha spiegato, era rappresentare persone che per decenni sono state poco considerate da chi attraversa questa parte della città.

Il murale è visibile dall’esterno del complesso, al 3145 di Park Avenue, vicino a East 158th Street. Chi passa davanti all’edificio può vedere un’opera che occupa quasi tutta l’altezza della torre e che, invece di raffigurare personaggi famosi, racconta la vita delle persone che ci abitano.

Immagine di Guglielmo Timpano

Guglielmo Timpano

Laureato in Scienze Politiche. Giornalista freelance. Conduttore radiofonico. Presentatore televisivo. Appassionato di sport, storia e animali: per combinare tutti questi interessi, il sogno sarebbe seguire un torneo di calcio tra dinosauri.

Condividi questo articolo sui Social

Facebook
WhatsApp
LinkedIn
Twitter

Post Correlati

Ritorna il camping di lusso a Governors Island

Se stai cercando una fuga perfetta dalla frenesia della città senza allontanarti troppo, Governors Island potrebbe essere la tua destinazione ideale. E se desideri trasformare questa breve fuga in un’esperienza indimenticabile, Collective Retreats è pronto ad accoglierti con le sue

Leggi Tutto »

Il Venerdì sera al MoMA

Se volete misurare la pressione sanguigna della New York contemporanea, c’è un appuntamento fisso, febbrile, che va in scena ogni settimana nel cuore di Midtown: il venerdì sera al MoMA (Museum of Modern Art). Quando le lancette dell’orologio superano le quattro

Leggi Tutto »
Torna in alto