Yeman Crippa è arrivato a tredici secondi dalla vittoria della Maratona di New York. Domenica 1° novembre il trentenne azzurro ha concluso i 42,195 chilometri della corsa in 2 ore, 6 minuti e 14 secondi, conquistando il secondo posto alle spalle dello svedese Andreas Almgren, primo in 2:06:01. I due sono rimasti a lungo nello stesso gruppo, prima che Almgren riuscisse a staccare l’italiano nel tratto conclusivo di Central Park. Per Crippa, alla prima partecipazione alla maratona newyorkese, è il miglior piazzamento di un italiano nella gara maschile degli ultimi trent’anni.
La corsa si è decisa soltanto negli ultimi chilometri. Il gruppo dei migliori ha attraversato Staten Island, Brooklyn, Queens, Manhattan e Bronx senza che nessuno riuscisse a prendere un vantaggio decisivo. Anche dopo il rientro a Manhattan, quando il percorso diventa più impegnativo per i continui cambi di pendenza, Crippa è rimasto nelle prime posizioni, rispondendo alle accelerazioni degli avversari. Al quarantesimo chilometro era ancora in lotta per la vittoria insieme ad Almgren, al keniano Benson Kipruto e allo statunitense Zouhair Talbi.
La selezione definitiva è arrivata nel tratto finale, quando Almgren e Crippa sono rimasti soli al comando. Lo svedese ha aumentato il ritmo a poche centinaia di metri dall’arrivo, riuscendo a guadagnare un margine che l’italiano non è più riuscito a recuperare. Crippa ha comunque mantenuto la seconda posizione fino al traguardo di Central Park, chiudendo davanti ad alcuni dei principali favoriti della vigilia.
Almgren, 31 anni, correva la sua prima maratona. Era arrivato a New York dopo una stagione di alto livello sulle distanze più brevi, nella quale aveva conquistato il titolo europeo dei 10.000 metri e quello mondiale della mezza maratona. La vittoria lo ha reso il primo atleta svedese a imporsi in una delle categorie della New York City Marathon. È anche il primo uomo a vincere la gara al debutto sulla distanza dal 2010, quando ci riuscì l’etiope Gebre Gebremariam.
Per Crippa, invece, il secondo posto conferma il percorso di crescita nella maratona dopo una carriera costruita soprattutto sulla pista e nella corsa campestre. Nato in Etiopia nel 1996 e cresciuto in Trentino, l’azzurro ha conquistato sei medaglie ai Campionati europei di atletica ed è diventato uno dei principali riferimenti italiani del mezzofondo e della corsa su strada. Nel 2026 aveva già vinto la Maratona di Parigi, stabilendo il proprio primato personale di 2:05:18. A New York non ha migliorato quel tempo, ma ha ottenuto un piazzamento di maggiore rilievo internazionale, confrontandosi con alcuni dei migliori specialisti al mondo.
New York di per sé, va detto, non è una maratona progettata per favorire i record cronometrici. Il tracciato attraversa cinque ponti, comprende diverse salite e discese e presenta un finale particolarmente impegnativo lungo la Fifth Avenue e all’interno di Central Park. Per questo i risultati ottenuti qui non sono direttamente paragonabili a quelli delle maratone più veloci, come Berlino o Valencia. Il valore della prestazione di Crippa sta soprattutto nella capacità di rimanere competitivo fino alla fine, in una gara nella quale conta molto anche la gestione dello sforzo.
Alle sue spalle è arrivato il ventunenne Kamohelo Mofolo, del Lesotho, terzo in 2:06:26. Mofolo ha preceduto di appena un secondo il keniano Benson Kipruto, vincitore dell’edizione 2025, che ha concluso al quarto posto. Quinto l’australiano Haftu Strintzos, con il tempo di 2:06:34. I primi cinque atleti sono quindi arrivati nell’arco di appena 33 secondi, un distacco molto contenuto considerando la lunghezza e le difficoltà della corsa.
Il secondo posto di Crippa assume un significato particolare anche per l’atletica italiana. La Maratona di New York ha una lunga storia di successi azzurri, iniziata con Orlando Pizzolato, vincitore nel 1984 e nel 1985, e proseguita con Gianni Poli, primo nel 1986. Dieci anni più tardi, nel 1996, fu Giacomo Leone a conquistare la vittoria, diventando l’ultimo italiano a imporsi nella gara maschile. Nel 1998 arrivò anche il successo di Franca Fiacconi nella competizione femminile. Da allora nessun italiano era più riuscito a vincere a New York, e nella gara maschile nessuno aveva ottenuto un piazzamento migliore di quello conquistato domenica da Crippa.
Il secondo posto di Crippa rappresenta l’undicesimo podio complessivo dell’Italia nella storia della manifestazione e conferma una tradizione che, soprattutto tra gli anni Ottanta e Novanta, aveva visto gli atleti azzurri protagonisti sulle strade della Grande Mela.
L’edizione del 2026 ha avuto anche un significato storico per la città. La New York City Marathon è nata nel 1970, quando il percorso consisteva in diversi giri di Central Park e soltanto 55 partecipanti completarono la gara. Nel 1976 gli organizzatori decisero di estenderla ai cinque distretti, trasformandola progressivamente in uno degli appuntamenti sportivi più conosciuti al mondo. Quest’anno ricorreva il cinquantesimo anniversario di quel cambiamento. Secondo gli organizzatori, quasi 60mila atleti hanno preso parte alla manifestazione, accompagnati da una folla di spettatori distribuiti lungo il percorso.




