Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha ordinato una revisione delle regole con cui gli agenti del NYPD possono ricorrere alla forza durante gli interventi. È la prima revisione complessiva di queste procedure da dieci anni e si svolgerà nei prossimi mesi, coinvolgendo anche residenti e organizzazioni della società civile. L’annuncio, arrivato ieri, lunedì 12 ottobre, comprende nuove misure per rafforzare i controlli sul comportamento degli agenti e impedire che eventuali procedimenti disciplinari vengano interrotti dal loro pensionamento.
La decisione è legata soprattutto al caso di Win Rozario, un ragazzo di 19 anni ucciso dalla polizia nel marzo 2024 nella sua abitazione nel Queens. Rozario aveva chiamato il 911 mentre attraversava una crisi di salute mentale. All’arrivo degli agenti, la situazione era rapidamente degenerata: il ragazzo aveva impugnato un paio di forbici e, dopo essere stato colpito con un taser, era stato raggiunto da cinque colpi di pistola. Le immagini delle telecamere indossate dagli agenti hanno documentato l’intervento, durato pochi minuti.
L’indagine della procuratrice generale dello Stato di New York aveva concluso che non ci fossero le condizioni per avviare un procedimento penale contro i due poliziotti, ritenendo che l’uso della forza letale potesse essere giustificato dalla necessità di difendersi. Il Civilian Complaint Review Board (CCRB), l’organismo indipendente che esamina le denunce contro gli agenti, era però arrivato a una valutazione diversa sul rispetto delle procedure interne. Nel settembre 2025 aveva stabilito che quattro dei cinque colpi sparati violavano le linee guida del NYPD, chiedendo l’apertura di procedimenti disciplinari contro gli agenti Salvatore Alongi e Matthew Cianfrocco.
Il procedimento contro Alongi non si è mai svolto. L’agente ha ottenuto nel maggio 2026 il pensionamento per motivi medici, prima che il CCRB potesse portare il caso davanti alla commissione disciplinare. La commissaria della polizia, Jessica Tisch, ha riconosciuto che il dipartimento avrebbe dovuto informare l’organismo di controllo della richiesta di pensionamento, consentendogli di accelerare il procedimento. Ha attribuito la mancata comunicazione a un errore umano e si è scusata. Il procedimento nei confronti dell’altro agente, Cianfrocco, rimane invece aperto.
Per evitare che si ripetano situazioni simili, il NYPD ha già introdotto un sistema di notifiche che permette agli organismi di controllo di sapere quando un agente sottoposto a indagine chiede di andare in pensione. Il dipartimento formalizzerà inoltre la comunicazione alle autorità statali dei casi in cui un poliziotto lasci il servizio con accuse disciplinari ancora pendenti, affinché venga valutata la revoca della certificazione necessaria per lavorare in altri corpi di polizia dello Stato.
Il piano annunciato dal municipio prevede anche 2,6 milioni di dollari aggiuntivi per l’Office of the Inspector General for the NYPD, l’ufficio indipendente che controlla le politiche e le pratiche del dipartimento. Il finanziamento dovrebbe consentire di triplicare il personale attualmente disponibile. La polizia dovrà inoltre rendere più regolare la comunicazione delle informazioni dopo gli interventi in cui qualcuno viene ucciso o gravemente ferito, mettendo a disposizione delle famiglie che ne fanno richiesta i rapporti conclusivi delle indagini interne.
La revisione riguarderà anche le procedure utilizzate durante gli interventi nei confronti di persone che attraversano crisi di salute mentale, uno dei punti più discussi dopo la morte di Rozario. Le regole attuali prevedono che gli agenti cerchino di ridurre la tensione prima di ricorrere alla forza, quando le circostanze lo consentono. L’uso della forza letale è ammesso in presenza di un pericolo imminente di morte o di gravi lesioni. La revisione dovrà valutare se queste indicazioni siano sufficientemente chiare e come vengano applicate durante gli interventi.
L’annuncio arriva in un momento di tensione tra Mamdani e una parte dei suoi sostenitori, che chiedono cambiamenti più incisivi nella gestione della polizia. Le critiche si sono intensificate dopo la recente sparatoria che ha coinvolto agenti federali dell’immigrazione a Marble Hill e le successive proteste, durante le quali è stato contestato anche il comportamento del NYPD. Secondo il municipio, tuttavia, la revisione delle regole sull’uso della forza era stata disposta prima di quell’episodio.
Il presidente della Police Benevolent Association, Patrick Hendry, ha criticato il provvedimento, sostenendo che il sindaco stia cercando di soddisfare le richieste della propria base politica e che le misure annunciate non renderanno New York più sicura. Mamdani ha invece spiegato che l’obiettivo è garantire che gli agenti ricorrano alla forza soltanto quando necessario e che le loro decisioni possano essere sottoposte a controlli effettivi.




