La Week 3 della NFL, raccontata da chi l’ha vista di notte

A Rio de Janeiro si decide tutto con un secondo sul cronometro, i campioni perdono dopo dodici vittorie di fila, e il quarterback che a febbraio giocava il Super Bowl finisce in panchina

Cominciamo dal giovedì, perché è lì che la settimana ha preso una direzione. A Green Bay i Packers hanno segnato per primi e poi hanno incassato 27 punti di fila. Atlanta ha vinto 35 a 14 con Bijan Robinson a 194 yard su corsa e Drake London a 194 in ricezione, due numeri identici, come se si fossero messi d’accordo. Michael Penix rientrava da un infortunio e non si direbbe. Jordan Love ha lanciato 53 volte, la squadra ha corso nove volte per 17 yard in tutto, e Matt LaFleur a fine partita l’ha chiamata, testualmente, una legnata. Green Bay è 1-2, e il crollo di Minnesota della Week 1 comincia a sembrare meno un incidente e più un’abitudine. Atlanta è 3-0, e questo, per me, è il dato più sorprendente della settimana.

Poi Rio. Il Maracanã, 73 mila posti, la prima partita di football mai giocata lì dentro. Baltimore era avanti di undici alla fine del terzo quarto, Dallas ha segnato quindici punti di fila e Brandon Aubrey ha messo il 31 pari. Pochi secondi sul cronometro, Lamar Jackson trova Zay Flowers per 27 yard, resta un secondo, e Tyler Loop calcia da 56 yard: la palla passa rasente il palo sinistro allo scadere, 34 a 31, i Ravens invadono il campo. Derrick Henry, nel frattempo, ha superato Eric Dickerson ed è nono nella classifica di tutti i tempi per yard su corsa. La partita della settimana, per me, non è stata la più bella. È stata quella con il finale che ti ricordi tra dieci anni.

Qualche ora prima, a Washington, era finita la striscia dei campioni: dodici vittorie di fila, poi 33 a 31 contro i Commanders di Marcus Mariota, titolare perché Jayden Daniels si è lussato un gomito nella Week 2. Seattle ha guadagnato 437 yard contro 258. Sam Darnold, al rientro dopo una partita fuori, ha lanciato per 379 yard, il massimo della sua carriera, con quattro touchdown; Jaxon Smith-Njigba ne ha presi due, sei in tre partite, e secondo NFL.com è il primo dal Jerry Rice del 1989 a mettere insieme 120 yard e un touchdown in ciascuna delle prime tre giornate. E hanno perso. Tre palloni regalati contro zero, compreso un intercetto di Kain Medrano riportato per 50 yard in touchdown nel quarto periodo. Dan Quinn ha detto che 1-2 è meglio di 0-3, e aveva ragione. L’ho scritto nella Week 1: puoi essere la squadra migliore per cinquantacinque minuti. Contano gli altri cinque.

Ed è sempre nella prima finestra che, a Jacksonville, è successa la cosa più difficile da guardare. Jaguars 35, Patriots 6. Drake Maye due intercetti, un fumble perso, zero touchdown, e nel quarto periodo Mike Vrabel l’ha tolto. Al suo posto è entrato Tommy DeVito, sì, quel Tommy DeVito, il ragazzo del New Jersey che a fine 2023 vi aveva fatto sognare con la maglia dei Giants. In tre partite Maye ha un touchdown lanciato e sei intercetti. A febbraio giocava un Super Bowl. «Questa lega ti riporta con i piedi per terra, e in fretta», ha detto lui. Ci credo. La domanda, adesso, è quanto in fretta si rialza.

La notte della domenica l’ho passata con i Rams, di nuovo. Sedici a zero all’intervallo a Denver, e per un momento ho pensato che la favorita di tutti fosse tornata. Poi Talanoa Hufanga ha intercettato Stafford e ha corso per 66 yard fino alla end zone: secondo Pro Football Talk è il pick-six numero 33 subito in carriera, un record che apparteneva a Brett Favre. Stafford ha risposto con un touchdown da 48 yard a Konata Mumpfield, ma un fallo di interferenza molto discusso ha cancellato un intercetto di Denver, un altro fallo ha portato Bo Nix a due yard dalla linea, e Nix è entrato di corsa a meno di un minuto dalla fine. Hufanga ha chiuso con il secondo intercetto a due secondi dal termine. Broncos 30, Rams 26. Stafford ha lanciato 55 volte per 390 yard ed è il primo quarterback della storia con 20 mila yard con due maglie diverse. Los Angeles è 1-2, e il Super Bowl che tutti le avevano assegnato a luglio, per ora, resta una previsione.

Le squadre ancora imbattute sono sei, e almeno tre, secondo me, non le avevate previste. Buffalo ha perso cinque palloni, subìto dieci penalità e ha battuto lo stesso i Chargers 24 a 16, perché James Cook ha corso per 154 yard, 77 nel solo quarto periodo: secondo NFL.com i Bills non vincevano con cinque turnover dal 1997. Kansas City ha fermato Miami 24 a 10 con Mahomes a 20 su 24 e Kenneth Walker due volte in end zone, ma la notizia vera è che De’Von Achane si è rotto il crociato: stagione finita. Minnesota è 3-0 con la difesa, sei sack, e un ritorno di punt da 86 yard di Myles Price; Baker Mayfield ha lasciato la partita con il pollice destro lussato e starà fuori almeno tre settimane. San Francisco ha vinto 36 a 30 con Arizona, quattro touchdown di Purdy, due di Kittle, il primo in carriera del rookie Jeremiyah Love: due partenze 3-0 consecutive non capitavano ai 49ers dal 1989-90. Atlanta l’ho già detta. E poi Las Vegas, che nessuno aspettava: Kirk Cousins a tre touchdown per la terza partita di fila, Brock Bowers rientrato con 116 yard e il touchdown della vittoria, 35 a 27 sui Saints. Klint Kubiak, al primo anno, ha i Raiders imbattuti. Segnatevelo.

Il resto in breve. Pittsburgh ha battuto Cincinnati 30 a 27 con Rodgers a tre touchdown e Jaylen Warren a 127 yard, chiusa da uno strip-sack di Derrick Harmon. Indianapolis ha interrotto una serie di nove sconfitte con un field goal da 53 yard di Spencer Shrader: 19 a 17 su Houston, con Daniel Jones che ha perso tre palloni e ha vinto lo stesso. Cleveland ha vinto 21 a 18 a Carolina con un drive decisivo di Deshaun Watson nel quarto periodo: due settimane fa scrivevo che non pensavo di vederlo titolare, adesso è 2-1. E lunedì notte Chicago ha battuto Philadelphia 27 a 7 senza Caleb Williams, fermo per un problema al bicipite femorale: Case Keenum, la riserva, ha lanciato per 247 yard e due touchdown e ne ha segnato uno di corsa, Jalen Hurts ha chiuso a 153 yard con un intercetto e qualche minuto negli spogliatoi per un controllo dopo un colpo irregolare. Gli Eagles hanno perso tre palloni. Il football di Ben Johnson funziona anche con il quarterback di scorta.

E New York. Domenica su MetLife c’era un nor’easter, e i Giants hanno vinto 12 a 7 senza segnare un touchdown: quattro field goal di Dominic Zvada, sei su sei da quando è in NFL, e un punt da 74 yard di Jordan Stout. In campo c’era Jameis Winston, perché Jaxson Dart si è fatto male al ginocchio dopo sette giocate a Los Angeles, lunedì scorso, e la sua stagione regolare è finita lì. Cam Skattebo ha corso venti volte per 60 yard, il rookie Arvell Reese ha messo insieme dodici placcaggi, e Jevon Holland ha chiuso tutto con un intercetto sulla linea delle 7 yard a diciassette secondi dalla fine: tre partite, tre intercetti. I Giants sono 2-1 per la prima volta dal 2022. La brutta notizia si chiama Brian Burns: ginocchio, fuori nel quarto periodo, si teme il crociato, gli esami diranno. Harbaugh ha detto che le partite così non sono mai belle e non sono mai perfette. Vero. Ma le vinci.

I Jets, a Detroit, hanno fatto la cosa più bella e più inutile della settimana. Sotto 24 a 10 all’inizio del quarto periodo, Geno Smith ha rimontato fino al 24 pari: 31 su 37, 321 yard, tre touchdown, Garrett Wilson e il rookie Kenyon Sadiq entrambi oltre le cento yard. Poi Jared Goff ha trovato Jahmyr Gibbs per l’undici yard del 31 a 24 a due minuti e mezzo dalla fine, e a 51 secondi dal termine Smith è stato messo a terra per la quinta volta e ha perso il pallone. Breece Hall è uscito per un problema alla coscia. I Jets sono 1-2, dopo il supplementare perso con Green Bay la settimana scorsa e questa, e Aaron Glenn ha detto che gli piace come hanno lottato. A New York questa frase la conoscete. È la frase di chi perde bene.

Tre settimane non fanno una stagione, ma cominciano a dire chi è chi. Sei squadre senza sconfitte, i campioni in carica con la prima ferita, la favorita di luglio già a 1-2, e un quarterback da Super Bowl in panchina dietro a Tommy DeVito. Domenica prossima, per una volta, le due newyorkesi giocano alla stessa ora e alla mia ora giusta: le sette di sera. I Giants ricevono Arizona, i Jets vanno a Chicago da quel Case Keenum. E alle dieci e venti Kansas City va a Las Vegas: due imbattute, una sola resta. Per voi è pomeriggio. Per me, stavolta, è quasi una serata normale. Ci sentiamo la settimana prossima.

Immagine di Claudio Lanaro

Claudio Lanaro

Italo americano, fondatore di una delle principali community italiane dedicate alla NFL, porta ogni giorno cultura, storie e identità del football al pubblico. Arbitro Fidaf e voce della IFL per i Lazio Marines, ha l’obiettivo di far vivere questo sport non solo come una partita, ma come un’esperienza

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